Diritto d'autore, duplicazione d'informazioni e analisi economica: il caso delle biblioteche universitarie


Abstract


Nel dibattito contemporaneo sul diritto d'autore (e copyright nei sistemi di tradizione anglosassone) l'analisi economica ha un ruolo non trascurabile. Infatti, il diritto d'autore è presentato in letteratura come "rimedio legale" al fallimento del mercato della creatività, nel senso che i proventi derivanti dalla titolarità del diritto esclusivo procurano agli autori l'incentivo finanziario per continuare a dedicarsi alla creazione di nuove opere d'ingegno. L'obiettivo finale del diritto d'autore è dunque pubblico: la promozione del sapere e della conoscenza.
Il diritto d'autore rappresenta il prezzo che la società paga all'autore/monopolista per poter continuare ad accedere a nuove idee. Costituisce dunque in tal senso un "incentivo a creare" pagato dalle società ai creatori.
In linea con tale assunto appare allora necessaria la condanna tout court di tutti quegli atti che alterano il meccanismo premiale previsto dalle leggi sulla proprietà intellettuale, in generale inseriti nella categoria unica della duplicazione non autorizzata di informazioni tutelate dal diritto d'autore ma che in realtà raccoglie al suo interno fattispecie molto diverse per natura e per significato, tra cui appaiono agli estremi la cosiddetta "pirateria" e la duplicazione privata.
Tuttavia, benché il principio generale di incentivare i produttori di nuove idee e tutelare le loro proprietà abbia certamente un senso compiuto e imponga una seria attenzione, in virtù dell'obiettivo pubblico che ha determinato l'istituzione del diritto d'autore, è possibile intravedere situazioni in cui tale assioma può essere violato. Ed è proprio la stessa letteratura economica, che in linea generale sostiene le ragioni dell'incentivo, a suggerire una maggiore cautela nel compiere affrettate generalizzazioni, e a mostrare, anzi, come il giudizio negativo sulla duplicazione di informazioni, qualora esteso indiscriminatamente a qualunque forma di riproduzione, possa risultare discutibile se non pericoloso: il problema in esame è articolato proprio per la molteplicità degli atti nei quali la duplicazione si può sostanziare e la diversità del loro significato, ha conseguenze - economiche e non - ben più complesse e richiede un approccio più raffinato, pena effetti perversi su cruciali attività sociali.
Una delle situazioni in cui tale cautela va' adoperata è quella della duplicazione di informazioni tutelate dal diritto all'interno delle biblioteche universitarie a fini didattici, di studio e di ricerca. Su questo caso si concentra il presente elaborato (non rientrano però nella fattispecie in esame quelle attività di duplicazione condotte di norma al di fuori delle università, e che costituiscono una produzione parallela e sostitutiva dei libri di testo realizzati da alcuni individui per evitare, esclusivamente, di pagare il prezzo di copertina).
La legge sul diritto d'autore (e sul copyright) trova la sua giustificazione nella necessità di remunerare i creatori per un lavoro intellettuale che ha forti ricadute sociali. Pertanto le attività che la infrangono certamente danneggiano tale obiettivo. Nondimeno è possibile individuare situazioni nella quale la legge sul diritto d'autore crea rigidità che possono tra l'altro generare conseguenze dannose, sul piano economico e sociale, e in qualche modo vanno contro gli obiettivi che la legge stessa cerca di raggiungere.
Il mancato riscontro di tali specificità può avere la prerogativa di scontentare sia i consumatori, sia i titolari o licenziatari dei diritti portando ad una situazione inefficiente.
In questa prospettiva si colloca la richiesta di un regime favorevole alla libera diffusione e riproduzione dei beni informazione all'interno delle biblioteche universitarie che sono state istituite per finalità uguali a quelle delle leggi sul diritto d'autore: rinnovare e diffondere il sapere.
Poiché le università contribuiscono in modo determinante alle attività creative e inventive, che poi eventualmente verranno appropriate privatamente da terzi, tale richiesta appare ragionevole e necessaria al perpetuarsi delle medesime ed efficiente economicamente.



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