Rischi e promesse dell'innovazione tecnologica. I conservatori del patrimonio documentario e la cooperazione fra archivisti e bibliotecari


Abstract


La funzione conservativa del patrimonio documentario ha oggi un destino ambivalente: da un lato l'esiguità dei bilanci delle istituzioni culturali che se ne occupano e il disinteresse degli utenti sempre più orientati a un rapido consumo di informazione hanno ormai trasformato tale compito in una vera e propria missione, dall'altro l'informazione in generale e i prodotti documentari in particolare acquistano rilevanza e valore crescenti - anche se per un arco temporale sempre più ridotto – in ambito sia pubblico che privato nella definizione dei processi decisionali e di lavoro, nello svolgimento delle attività tecniche e di ricerca, oltre che per generali finalità di accesso e comunicazione. Componente centrale di questa evoluzione è l'uso diffuso di tecnologie dell'informazione e della comunicazione che, sia pure con qualche ambiguità e incertezza, mantengono al centro dell'innovazione il processo documentario, come dimostra la recente normativa promossa dall'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione in materia di documentazione amministrativa (d.p.r. 445/2000) e richiedono figure professionali specialistiche in grado di affrontare con strumenti adeguati i numerosi aspetti critici di questa lunga fase di trasformazione. Le nuove esigenze e l'interesse suscitato dai progetti di informatizzazione dei sistemi documentari rendono urgente approfondire l'elaborazione di problemi di metodo antichi e risolvere i tanti nodi irrisolti che caratterizzano le discipline specifiche del settore, l'archivistica e la biblioteconomia, a partire dalla necessità di dare soluzione convincente ai requisiti di autenticità del patrimonio conservato in ambiente digitale. Risente positivamente di tale processo il rapporto tradizionale tra le due aree di riferimento che conosce in questi anni una duplice e complessa evoluzione: da un lato una diversificazione e specializzazione di ciascun ambito, dall'altro la progressiva crescita di campi di reciproco o comune interesse, a cominciare dai problemi metodologici e organizzativi relativi alla conservazione permanente delle memorie digitali.



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