Recensioni e segnalazioni

Gregory S. Hunter, Preserving digital information


Abstract


Gregory S. Hunter. Preserving digital information. New York: Neal-Schuman, 2000. xvii, 169 p. (A how-to-do-it manual for librarians; 93). ISBN 1-55570-353-4. Eur 59,95.

Com'è noto, la conservazione, o, meglio, la preservazione dell'informazione digitale costituisce una delle sfide più impegnative e più dense d'incognite per archivisti, bibliotecari e professionisti dell'informazione.L'autore di questo manuale, vincitore del Preservation Publication Award per il 2001, della Society of American Archivists, è Gregory S. Hunter, professore associato presso la Palmer School of Library and Information Science della Long Island University, records manager e archivista certificato, primo presidente dell'Academy of Certified Archivists, presidente della Hunter Information Management Services.
Come scrive Hunter nella prefazione «it is the best and worst of times for preserving digital information» e il suo volume vuole essere una guida per tutti coloro, in particolare «archivists and preservation administrators», che devono necessariamente fare i conti con la preservazione dell'informazione digitale, sia che si tratti d'informazione nata digitale sia di documenti convertiti in formato digitale. Il manuale è diviso in sette capitoli.
Il primo capitolo è dedicato a delineare il contesto nel quale ci si è mossi negli anni Novanta e nel quale ci muoviamo ora per quanto riguarda la preservazione dell'informazione digitale e, per chiarire di cosa sta esattamente parlando, l'autore parte spiegando i termini del titolo, Preserving digital information, e illustrando i motivi che lo portano a parlare di preservazione piuttosto che di conservazione, d'informazione digitale piuttosto che d'informazione elettronica. Hunter precisa anche cosa s'intende per informazione, considerata come uno stadio del percorso che parte dai dati per arrivare al documento preservato per la sua fruibilità futura: l'informazione è tale quando vi è comunicazione, trasmissione di dati. Naturalmente, il pensare all'informazione come a parte di un processo aumenta le difficoltà della preservazione, perché implica che, oltre ai dati, debbano essere preservati la comunicazione dell'informazione, il contesto e l'integrità del documento ecc. Sempre nel primo capitolo, viene affrontato il problema dei luoghi della preservazione dell'informazione digitale e vengono illustrate le conclusioni di una task force costituita dal Research Libraries Group e dalla Commission on Preservation & Access del 1996 che ha definito le mission, diverse, di archivi e biblioteche digitali.
Partendo dal presupposto che, per preservare l'informazione digitale, è necessario conoscerla, il secondo capitolo è dedicato alla comprensione della natura dell'informazione digitale, sottolineando quegli aspetti che la distinguono dall'informazione su supporto cartacaeo. Anche in questa sede, l'autore fa un breve excursus terminologico chiarendo la differenza tra analogico e digitale, per passare poi a illustrare come i vari tipi d'informazione (testi, numeri, immagini, suoni, programmi) vengano convertiti in formato digitale e si sofferma, infine, sugli standard utilizzati per rappresentare testi e immagini. La seconda parte del capitolo è dedicata alla descrizione dei diversi tipi di supporti fisici dell'informazione digitale.
Nel terzo capitolo sono descritti otto progetti di ricerca, condotti a partire dal 1994, sulla preservazione dell'informazione digitale. Dal quarto capitolo, Storage, handling and preservation best practices, lo stile diventa quello proprio del manuale pratico, da consultare nel momento del bisogno. Hunter esamina le diverse tecniche di archiviazione e trattamento dell'informazione digitale a breve e medio termine e le procedure di preservazione suggerite, in anni recenti, dall'Unione Europea, dallo Stato di New York, dall'Australian Archives e dal Victoria Public Records Office. Si sofferma, in particolare, sulla durata dei supporti magnetici e sui relativi metodi di conservazione, trattamento e cura, chiarisce le differenze tra i procedimenti di riformattazione, copia, conversione e migrazione dei documenti elettronici.
Electronic mail and Web pages, il quinto capitolo, è dedicato a illustrare i problemi posti dalla preservazione di due tipologie di documenti digitali: i messaggi di posta elettronica, ma anche quelli trasmessi tramite fax elettronico o in tele/videoconferenza, e le pagine Web. Relativamente alla prima tipologia di documenti, s'insiste sul concetto che preservare un messaggio elettronico non significa mantenerne semplicemente il contenuto, ma anche le informazioni relative a mittente e destinatario, date di spedizione e ricezione.Per quel che concerne le pagine Web, il quesito è sempre lo stesso: "Quali pagine conservare?" Per facilitare un po' le cose, la domanda potrebbe essere espressa in altro modo: "Quali pagine Web avranno un valore in futuro?" Pur non svelando l'arcano, Hunter fornisce, prendendoli in prestito dalla pratica archivistica, alcuni criteri d'ordine generale per determinare il valore, a lungo termine, delle pagine Web, distinguendo due "tipi di valore", quello probatorio e quello informativo. L'autore affronta anche il tema della responsabilità della conservazione, strettamente legato, almeno negli USA, alla natura delle pagine Web. Si sofferma, infine, sulle diverse strategie di preservazione, esaminandone vantaggi e svantaggi.
Nel sesto capitolo l'autore prende in considerazione la scannerizzazione dei documenti ai fini della loro preservazione e riporta una selezione di principi fondamentali che stanno alla base dei progetti di digitalizzazione della Library of Congress, della Cornell University e dell'Unione Europea.
Il capitolo conclusivo, Preserving the information system, tratta della preservazione dell'informazione in un sistema, nella convinzione che «preservation in a digital environment involves the system as well as the information». Sono, inizialmente, esaminati cinque enunciati alla base dei programmi di archiviazione e preservazione di piccole e medie istituzioni. Vengono, poi, individuate dieci decisioni strategiche che devono essere prese prima di dare inizio a qualsiasi progetto di preservazione digitale; le decisioni sono presentate sotto forma di dieci quesiti che prospettano, ciascuno, due soluzioni opposte: di ogni soluzione sono brevemente illustrati i pro e i contro. Parte del capitolo è dedicata a presentare una scaletta, in sette punti, per la programmazione di un progetto di preservazione digitale.
Le considerazioni finali del capitolo sono l'ideale conclusione dell'intero manuale:
è meglio affrontare la questione della preservazione digitale anche su piccola scala, piuttosto che lasciare che il problema cresca incontrollato;non si può, tranne nel caso di grandi istituzioni con fondi illimitati a disposizione, lavorare da soli, ma occorre cooperare;è meglio basarsi su sistemi aperti che utilizzano software e hardware standard piuttosto che su soluzioni proprietarie;il personale dello staff deve essere formato e continuamente aggiornato sulla preservazione digitale.Il manuale è sicuramente un utile strumento per chi si avvicina, per la prima volta, all'ambito della preservazione dell'informazione digitale, ma anche per chi desidera approfondirne alcuni aspetti in particolare. La struttura del volume costituisce sicuramente uno dei suoi punti di forza. L'indice dei capitoli e dei paragrafi, all'inizio, è graficamente molto leggibile; molto utili anche gli indici delle figure e delle tabelle riassuntive, posti di seguito all'indice principale. Lungo le pagine sono disseminate, a fianco del testo, citazioni da altri autori, che offrono, quasi come in un ipertesto, aperture verso l'esterno. In fondo a ogni capitolo, si trova un utile apparato di note. Completano il volume una selezione ragionata di risorse e un indice dei nomi.Infine, abbiamo apprezzato che l'autore, prima di illustrare qualsiasi argomento, affronti la questione terminologica, fornendo le definizioni, spesso tratte da manuali, linee guida, standard, dei termini utilizzati durante l'esposizione.




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