Recensioni e segnalazioni

Silvana Marini - Alberto Raffaelli, Riviste per l'infanzia tra '800 e '900 dai fondi della Biblioteca Alessandrina


Abstract


Associazione italiana biblioteche.Silvana Marini - Alberto Raffaelli. Riviste per l'infanzia fra '800 e '900 dai fondi della Biblioteca Alessandrina. Firenze: Cesati, 2001, 214 p. (Documenti d'archivio e di Letteratura italiana; 4). ISBN 88-7667-120-X. Eur 20,66.

Il volume raccoglie venti schede relative a riviste per l'infanzia pubblicate tra il 1881 (prima annata del «Giornale per i bambini») e il 1966 (ultima de «Il vittorioso»), corredate da una documentazione costituita da 15 testi tratti da questa raccolta e da riproduzioni di pregevoli illustrazioni in bianco e nero pubblicate in alcuni dei periodici esaminati.Non si può fare a meno di osservare subito, da un punto di vista bibliotecario, che trattandosi della descrizione del posseduto di una determinata biblioteca, quindi di uno strumento con funzione primariamente di tipo catalografico, si avvertirebbe la necessità dell'indicazione della consistenza per ciascuna testata, che invece non risulta, come d'altra parte non viene neppure riportata una dichiarazione di completezza della raccolta per tutte le annate indicate.Ciò premesso, va però sottolineato che l'intento del lavoro non si colloca principalmente sul versante bibliotecario e neppure su quello bibliografico, dove esistono repertori di ben maggiore ampiezza, quanto piuttosto su quello della storia della letteratura per l'infanzia e della ricostruzione di un contesto culturale e sociale entro il quale quella produzione ha preso vita e si è espressa.
Non mancano tuttavia spunti interessanti che si possono ricavare dalla lettura dell'opera per avanzare qualche riflessione anche sulla realtà bibliotecaria italiana nel periodo considerato.Il primo di essi può provenire dalla semplice suggestione di alcuni nomi per chi si sia minimamente interessato delle vicende di storia delle biblioteche italiane del tardo Ottocento.Tra questi compare immediatamente quello di Ferdinando Martini, fondatore nel 1881 e primo direttore, fino all'aprile dell''83, del «Giornale per i bambini»; poi, quello di Ruggiero Bonghi, collaboratore del «Giornale illustrato per i ragazzi» pubblicato tra il 1886 e il 1888 dall'editore Perino e quello di Tommaso Gnoli, che figura tra i collaboratori de «La ricreazione», uscita presso lo stesso editore romano tra il '95 e il '97. Nomi di cui non può sfuggire l'importanza nel campo della politica per le biblioteche, nei primi due casi, in quello della direzione di importanti istituti storici, quali l'Angelica, la Casanatense, la Braidense, nell'ultimo.Proprio l'importanza di questi nomi sul terreno della letteratura, della politica e della gestione bibliotecaria del più alto livello ci conferma d'altra parte un dato abbastanza evidente: che questa produzione periodica per l'infanzia era in gran parte programmata e controllata dai rappresentanti di ceti dirigenti che apparivano preoccupati di proporre e riprodurre tra i lettori più giovani le idee ritenute fondanti per la partecipazione al giovane Stato nazionale: l'ordine politico, la concordia sociale, una morale caritativa prevalentemente di stampo laico umanitario.
Una seconda osservazione interessante, sia per la storia editoriale che per quella dell'istituto del deposito legale, può essere fatta a proposito della formazione della specifica raccolta qui esaminata. Il fatto che si tratti di testate per la gran parte pubblicate a Roma (a parte un paio di eccezioni, tra le quali quella per altro assai importante del «Corriere dei piccoli») è innanzitutto conferma, principalmente per l'età giolittiana, di «quel singolarissimo fenomeno, proprio della Roma di quegli anni, costituito dalla crescita di un'intensissima e frenetica vita letteraria in un luogo caratterizzato dalla quasi totale assenza di letteratura», per usare un'espressione di Alberto Asor Rosa e Angelo Cicchetti qui richiamata nell'Introduzione. Ma è anche, sul terreno bibliotecario, espressione dell'esercizio del diritto a ricevere per deposito obbligatorio attribuito all'Alessandrina per la provincia di Roma dal disposto sul deposito legale così come si è configurato nella legislazione italiana.Ne deriva un'ultima considerazione che mi pare possa essere avanzata relativamente alle varie funzioni attribuibili al controllo bibliotecario delle pubblicazioni tramite il deposito legale, funzioni che possono essere utilmente vagliate proprio in relazione a un materiale a destinazione particolare come la stampa periodica per ragazzi.Ora, se non vi è dubbio che la principale funzione di questo tipo di controllo possa essere riconosciuta nella costituzione di un "archivio del libro" che può logicamente esplicarsi anche in maniera geograficamente articolata (purché non manchi una istanza centrale di informazione bibliografica e di promozione di accesso al materiale), non si deve neppure ignorare quella dell'assicurazione di una concreta disponibilità dei documenti a favore dell'utenza a cui essi sono in particolare destinati.Da questo secondo punto di vista c'è da chiedersi se una biblioteca "universitaria" come l'Alessandrina, tenuto anche conto della sua strutturazione fisica e delle modalità del suo utilizzo, abbia costituito e costituisca un istituto adatto alla gestione di questo tipo di materiale o se questa funzione non avrebbe potuto venire meglio espletata, anche sul piano locale, da una biblioteca istituzionalmente destinata alla lettura per e dell'infanzia.Si tratta evidentemente di un quesito che rimanda a problemi di varia natura: sul terreno storico non si può fare a meno di ricordare il ritardo, rispetto al movimento internazionale della biblioteca pubblica, con cui si sono sviluppate nel nostro paese strutture bibliotecarie per l'infanzia; su quello legislativo si deve, anche in questo caso, sottolineare la necessità impellente di addivenire a una riforma della legge sul deposito, anche per poter disporre di strumenti articolati capaci di assicurare un controllo efficace del materiale di natura e destinazione specifica.






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