Paradigmi emergenti della scholarly communication


Abstract


Con l'espressione "journals crisis", fin dagli anni settanta, si è chiamata quella incipiente imperiosa ascesa dei prezzi delle riviste scientifiche oggi divenuta concreta minaccia per il libero corso della comunicazione scientifica condotta mediante la forma-articolo. I processi di concentrazione editoriale si sono accompagnati a dinamiche dei prezzi dai ritmi di crescita sistematicamente superiori di quattro volte il tasso di inflazione fino a determinare serie alterazioni al dialogo tra i ricercatori e a far nascere la consapevolezza di dover trovare risposte al pericolo.La crisi porta con sé anche un aspetto paradossale: le comunità di ricercatori, che producono (con finanziamenti prevalentemente pubblici) questo speciale tipo di letteratura, cedono gratuitamente agli editori i loro prodotti e, quando vogliono utilizzarli, si ritrovano nella condizione di dover affrontare serissimi problemi di accesso.E' dalla comunità bibliotecaria che sono venute le prime risposte alla crisi. Dopo una prima fase prevalentemente reattiva, caratterizzata da cancellazioni e dall'adozione sempre più intensiva del just in time, sono nate iniziative animate dall'obiettivo di modificare le condizioni stesse in cui si realizza la scholarly communication. Il consorzio di biblioteche, nato fondamentalmente per beneficiare delle economie di scala, acquisisce una nuova decisiva funzione: acquisire potere di mercato e diventare attore strategico sul mercato editoriale. Anche progetti di natura tipicamente imprenditoriale vengono attuati per contrastare la crisi con l'assunzione in proprio, da parte di università o coalizioni di biblioteche, di attività specificamente editoriali. E' ad esempio il caso di HighWire a Stanford o di SPARC, coalizione di biblioteche universitarie statunitensi, con l'obiettivo di costituire, a un tempo, un'alternativa ai grandi editori commerciali e un fattore di concorrenzialità. Importanti iniziative sono sorte anche per sperimentare nuovi modelli economici per la scholarly communication. Il progetto PubMed Central rappresenta la sperimentazione di un modello che prevede la realizzazione di un accesso centralizzato e gratuito alla letteratura scientifica accademica peer reviewed …. dopo (più o meno) sei mesi dalla pubblicazione commerciale, sulla base dell'argomento che tale cessione avrebbe un modesto o nullo impatto economico sugli editori. E' per sostenere assertivamente questo modello che il movimento di ricercatori, riunito sotto il nome di Public Library of Science, ha recentemente lanciato un'azione internazionale di boicottaggio contro tutti quegli editori che rifiutano la cessione gratuita dopo il definito periodo di embargo. Anche un altro modello economico è attualmente in fase di sperimentazione: l'obiettivo è quello di rendere l'accesso alla letteratura scientifica rigorosamente certificata, gratuito per tutti e fin dalla prima pubblicazione …. finanziato dall'autore, o meglio, dalla istituzione in cui lavora. Iniziative pubbliche e private sono sorte, tra le più significative ricordiamo E-biomed, BioMed Central, la Budapest Open Access Initiative. Anche l'Open Archives Initiative condivide quest'ultimo modello economico, ma si distingue per l'originalità delle strategie e degli strumenti messi in atto per acquisirlo.Le innovazioni telematiche rendono obsoleti gli attuali modelli legati alla tecnologia della carta stampata e prefigurano importanti cambiamenti relativi alle forme della comunicazione scientifica e al contenuto di quelle forme.





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