Il mercato dell'outsourcing nella gestione dei fondi documentari


Abstract


I fondi documentari, in particolare quelli posseduti da biblioteche e archivi pubblici, a seguito della legge n. 285/1978, negli anni Ottanta sono stati soggetti all'esternalizzazione di numerosi servizi, per l'erogazione dei quali si è attinto a personale contrattualizzato temporaneamente a progetto. Questo fenomeno, come è noto, ha portato alla nascita di numerose organizzazioni, spesso sotto la forma giuridica di cooperative, con professionalità biblioteconomiche e archivistiche, che per diversi decenni hanno organizzato e sottoposto a varie forme di trattamento gran parte dei fondi documentari pubblici italiani. Risultano essere centinaia i fornitori presenti sul mercato italiano, in grado di offrire numerose tipologie di servizi ai centri di documentazione.
Tuttavia negli ultimi anni il mercato sembra essere fortemente cambiato: le più esigue risorse delle amministrazioni pubbliche hanno ridotto drasticamente gli investimenti contemporaneamente anche a una graduale - sebbene non sempre sufficiente - messa a regime dei fondi e quindi reale calo della domanda. Cosicché un mercato che aveva determinato la nascita di numerose organizzazioni economiche appoggiate esclusivamente sul committente pubblico, spesso con numerosi dipendenti che superavano le centinaia, si sono ritrovate in un collo di bottiglia.
A tal proposito per conto della cooperativa Biblionova, gli autori hanno condotto un'indagine di mercato sull'area del centro Italia (Lazio e Abruzzo) per fotografare l'attuale domanda pubblica di servizi ai centri di documentazione e per intercettare eventuale nuova domanda privata.
L'indagine mostra l'esistenza, seppur non particolarmente rilevante, di un mercato privato interessato ad affidarsi a competenze esterne per la gestione dei propri fondi documentari. Il più delle volte questo segmento di mercato risulta essere embrionale, sopratutto nel caso dei privati, nel senso che, benché si posseggano fondi spesso anche articolati e complessi, raramente si riconoscono o percepiscono i benefici di una loro efficiente organizzazione.
Probabilmente il mercato potenzialmente c'è, ma va definito in termini di domanda, e l'onere per i potenziali fornitori che si vogliono affacciare a questo mercato è quello di stimolarne la consapevolezza e la crescita.
Pertanto si può sostenere che una via d'uscita per un mercato pubblico delle esternalizzazioni dei servizi ai fondi documentari in continua asfissia è nella diversificazione della committenza. Gli operatori devono essere all'altezza di interagire con più tipologie di clienti, sviluppando capacità progettuali in grado di percepire dei problemi ancora non chiari nelle stesse esigenze del compratore e sopratutto gli operatori devono essere in grado di trasmettere il valore economico del proprio lavoro e il beneficio dei propri servizi. In due parole: imparare a vendere.

Full Text

PDF


NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aaib-4716




Creative Commons License
Questa rivista è pubblicata sotto la Licenza Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate” .