Il soggetto film


Abstract


I problemi di scelta e forma dei punti di accesso per autore e titolo hanno caratterizzato il dibattito catalografico nazionale e internazionale per tutto il secolo scorso (e ancora continuano a farlo). Se i Principi di Parigi hanno rappresentato un importantissimo punto d'arrivo, per il fatto soprattutto di costituire il primo tentativo riuscito di accordo internazionale nell'ambito dell'indicizzazione semiotica (ne è conferma il fatto che su di essi si siano basati la maggior parte dei successivi codici nazionali di catalogazione per autore e titolo), gli stessi Principi rispecchiano inevitabilmente la realtà bibliotecaria degli anni della loro definizione. Essi infatti non potevano non tener conto, come hanno fatto, dei limiti del catalogo cartaceo e delle operazioni manuali di gestione che questo comportava.
I Principi inoltre rispondevano per lo più alle esigenze delle biblioteche a loro contemporanee, il cui patrimonio bibliografico era rappresentato da libri stampati (e manoscritti) in una percentuale pressoché corrispondente al totale.
Oggi, grazie al catalogo elettronico, la moltiplicazione degli accessi ad un'unica descrizione bibliografica non appare così onerosa, gli strumenti di controllo delle forme sono più velocemente consultabili e l'aggiornamento di un punto di accesso comporta un'unica operazione.
Dall'altra parte, a complicare le cose, le biblioteche si sono arricchite di una varietà di materiali molto più ampia, la cui natura prevede funzioni autoriali diverse da quelle individuabili in un'opera espressa prevalentemente in forma scritta. Di questa ed altre evoluzioni cercano di tener conto i nuovi Principi di Francoforte che si propongono tra l'altro (con esiti non del tutto positivi per ora) l'ambizioso compito di comprendere in un unico codice internazionale di catalogazione il campo dell'indicizzazione per soggetto.
Il presente contributo vuole analizzare alcuni soggetti titolo e in particolare confrontare le soluzioni adottate per l'indicizzazione di opere riguardanti opere letterarie (tradizionale forma artistica conservata nella biblioteche), piuttosto che cinematografiche (relativamente recente acquisizione delle biblioteche e conseguentemente dei loro cataloghi); in entrambi i casi la prassi italiana è stata confrontata con le soluzioni adottate nei cataloghi di biblioteche estere, nella prospettiva di coglierne possibili suggerimenti per una futura formulazione delle norme per il Nuovo Soggettario, il cui progetto è in via di attuazione presso la Biblioteca nazionale centrale di Firenze

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