Biblioteche, bibliotecari e regolamenti: il Regolamento del 1885 nel giudizio degli addetti ai lavori


Abstract


La storia delle biblioteche governative italiane è stata caratterizzata dal susseguirsi di provvedimenti legislativi che, a partire dall'Unità d'Italia, hanno regolamentato il loro funzionamento: Il primo provvedimento in materia di biblioteche risale al 1869, a opera del ministro Bargoni. Dopo l'istituzione della Biblioteca nazionale di Roma, nel giugno del 1875 il ministro Bonghi emanò un nuovo regolamento sulle biblioteche (Regolamento organico per le biblioteche governative del Regno), che, pur costituendo un importante sforzo di razionalizzazione delle biblioteche governative esistenti, non riuscì tuttavia a dare vita a un chiaro disegno di sistema bibliotecario nazionale. Neanche dieci anni dopo, nel 1885, veniva approvato dal ministro Michele Coppino il nuovo Regolamento organico delle biblioteche governative del Regnocon regio decreto 28 ottobre 1885, n. 3464.
Il nuovo regolamento organico nasceva in un momento in cui lo Stato si era impegnato a individuare quali fossero le carenze e i difetti delle biblioteche governative del Regno, in che modo i bibliotecari avessero accolto e attuato le disposizioni del regolamento allora vigente e quali modifiche ritenessero opportuno apportare ad esso.
Il regolamento si presentava puntuale e minuzioso nel dettare le norme che dovevano disciplinare il servizio e prescriveva regole altrettanto meticolose per ciò che riguardava le funzioni amministrative.
All'indomani dell'unificazione italiana il panorama bibliotecario nazionale era caratterizzato dalla presenza di una molteplicità di biblioteche governative e biblioteche di enti locali non interagenti tra loro e ancora prive degli strumenti e dei mezzi necessari a fornire una risposta adeguata alle richieste del loro pubblico.
Il Regolamento organico per le biblioteche governative, emanato da Ruggero Bonghi, nel 1876, pur rivolgendosi in prevalenza alle biblioteche governative, in alcune disposizioni prendeva in considerazione anche le biblioteche comunali e provinciali, rimanendo comunque estremamente lontano dalla realizzazione di un organico sistema bibliotecario nazionale. Neanche il successivo regolamento delle biblioteche, del 1885, opera del ministro Coppino, intervenne su tutto il sistema nazionale delle biblioteche, ma si rivolse alle sole biblioteche governative, con l'intento esclusivo di ordinarle e organizzarle amministrativamente. Il difetto principale del nuovo regolamento veniva immediatamente individuato dai responsabili delle biblioteche nella sua minuziosità, che annullava di fatto la loro capacità decisionale e rendeva estremamente gravoso per gli impiegati l'assolvimento di tutte le funzioni.
Un aspetto importante del nuovo regolamento era l'attenzione mostrata non solo alle tematiche bibliotecarie, ma anche agli aspetti più prettamente amministrativi e contabili, ai temi del controllo e della responsabilità patrimoniale, alla professionalità dei dipendenti.

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