Bollettino AIB 1997 n. 4 p. 437 [AIB] Associazione italiana biblioteche. Bollettino AIB 1997 n. 4 p. 437-440
A proposito di SBN

Il Servizio bibliotecario nazionale è una delle principali realtà nel nostro sistema nazionale di biblioteche; tuttavia il progetto, a oltre dieci anni dalla apertura del primo polo, quello romagnolo, è ben lungi dall'avere raggiunto risultati davvero soddisfacenti. Se gli ideali che informavano il primitivo progetto sono ancora del tutto condivisibili, numerosi sono pure gli aspetti meno convincenti dell'attuale realizzazione: accanto agli importanti risultati ottenuti, sia a livello dell'Indice centrale, sia a livello dei poli, non si possono tacere quelli che paiono i punti più delicati, quantomeno dal punto di vista tecnologico, dello stato attuale nell'evoluzione di SBN.

Un primo limite delle installazioni attuali è rappresentato dall'obsolescenza tecnologica: le versioni correnti di SBN sono ancora basate su tecnologia mainframe e negli ultimi anni non hanno seguito l'evoluzione dei prodotti commerciali per l'automazione di biblioteche, oggi orientati verso architetture di tipo client/server e sviluppati utilizzando linguaggi di programmazione evoluti. I vari pacchetti SBN sono prodotti ormai vecchi di un decennio, che pongono non piccoli problemi di costi gestionali e che presentano un'insufficiente ingegnerizzazione dei software, con conseguenti difficoltà di gestione e oneri spropositati anche per la realizzazione di correzioni e aggiunte indispensabili.

Accanto a questa insufficienza tecnologica va sottolineata una eccessiva enfatizzazione del processo catalografico. Per troppi anni SBN è stato identificato in una "gioiosa macchina" per la catalogazione (peraltro di discutibile efficacia visto il numero di registrazioni ad oggi disponibili). Inoltre, anche in mancanza di aggiornamenti delle regole di catalogazione nazionali, si è finito per prestare una sproporzionata attenzione alle problematiche di catalogazione, un aspetto che sempre più assume caratteri collaterali nel complesso delle attività bibliotecarie. Una delle motivazioni di questo stato di cose è probabilmente da ricercare anche nel mancato riconoscimento delle differenti specificità delle biblioteche cooperanti al progetto: è evidente che altro deve essere l'interesse catalografico della Biblioteca nazionale centrale di Firenze rispetto a quello di una piccola biblioteca di pubblica lettura, eppure di questo non s'è tenuto conto nei fatti (i differenti livelli di autorevolezza nella schedatura non sono una risposta a questo problema).

Nel corso degli anni SBN, nato con un'ottica rivolta ai sistemi aperti, ha finito per diventare un sistema sostanzialmente chiuso e impermeabile ad altri sistemi di automazione, non partecipando quindi al movimento verso i sistemi aperti che tanto ha contato nella progettazione della nuova generazione di sistemi di automazione. È ancora impossibile recuperare in linea dall'Indice SBN dati in formato standard UNIMARC e viceversa riversare dati verso l'Indice in formato standard non proprietario (tale è in fin dei conti il formato SBN); il protocollo del prestito interbibliotecario è proprietario e non utilizzabile al di fuori di SBN, neppure per la parte iniziale dell'invio della richiesta; anche la gestione delle acquisizioni - per quanto è dato sapere - è ben lontana da applicazioni di tipo EDI. Queste limitazioni hanno avuto una ricaduta deleteria anche sulle biblioteche italiane non partner di SBN, che non si sono mai sentite stimolate ad acquisire tra i prodotti commerciali presenti sul mercato quelli che offrivano serie garanzie di standardizzazione né ad elaborare protocolli di comunicazione e condivisione dei dati con SBN, fatta eccezione per alcuni prodotti di catalogazione più o meno a torto o a ragione definiti "compatibili SBN", nati per altro nell'orbita di installazioni SBN, e una realizzazione parziale di interfaccia con installazioni Dobis, un prodotto attualmente in fase di dismissione.

Comunque uno dei maggiori limiti dell'attuale SBN è rappresentato dalla scarsa diffusione dell'accesso all'utenza. Curiosamente un progetto tanto omogeneizzante come SBN non è stato in grado di produrre nel corso di molti anni un OPAC credibile, malgrado non trascurabili investimenti ad hoc. Si è così assistito, soprattutto nelle installazioni universitarie, al proliferare di interfacce proprietarie, prima a carattere poi grafiche, gestite da singoli poli o da loro sottoinsiemi; d'altro canto anche l'accesso ai dati della Biblioteca nazionale centrale di Firenze è possibile tramite un sistema di ricerca sviluppato autonomamente in sede locale. Soltanto da pochi mesi sono disponibili un'interfaccia Web e un accesso Z39.50 all'Indice, sviluppati per ora in modo indipendente dai poli: non è infatti ancora possibile "navigare" dalle registrazioni in Indice a quelle su polo e viceversa o anche consultare tramite link le registrazioni di copia di polo. Si tratta comunque di un primo importante segnale di rinnovamento, anche perché significa l'adozione di standard internazionali (UNIMARC nel formato dei dati, Z39.50 nel protocollo, Web nell'interfaccia utenti) a livello dei dati dell'Indice e può diventare uno strumento di cooperazione e dialogo anche con altri sistemi di automazione.

Da queste osservazioni emerge evidente la limitatezza dei servizi offerti, da quello che potremmo ormai definire SBN-1, sia agli utenti finali che alle biblioteche, a fronte del forte impegno finanziario sopportato nel corso degli anni sia a livello centrale che locale. Sembra quindi necessario e indifferibile ripensare profondamente l'annunciato SBN-2 in un'ottica finalmente centrata sui servizi.

In questo momento ci sembra necessario - e questo è lo scopo principale di questo intervento - riportare il dibattito su SBN nella nostra Associazione, che nei primi anni Ottanta ha giocato un ruolo centrale nello sviluppo del progetto, proponendosi come luogo di discussione e di analisi e come spazio di diffusione delle conoscenze, per poi assumere per molti (troppi) anni un ruolo distratto e assente. Ci pare infatti importante che la comunità dei bibliotecari si riappropri di una tematica, quella dello sviluppo e dell'articolazione del servizio bibliotecario nazionale nel suo complesso e nelle sue differenti implicazioni, che le è propria e che non può essere delegata ad altri settori né si può risolvere solo nelle problematiche connesse all'automazione.

Si propongono qui di seguito alcuni possibili temi di discussione, volutamente anche in tono provocatorio e apodittico, proprio con l'intento di favorire l'apertura di un dibattito costruttivo, in parte cominciato durante il convegno ravennate (cui si accenna più oltre), di cui sono già abbondante esemplificazione i due importanti interventi di Giovanna Merola e Claudio Leombroni pubblicati qui di seguito e che speriamo siano seguiti da altri nei prossimi numeri del «Bollettino».

Una prima e centrale proposta è stata formulata da Tommaso Giordano in un intervento al recente convegno tenuto a Ravenna in occasione del decennale del polo romagnolo. Secondo Giordano «SBN deve essere un'agenzia che produce servizi bibliografici e documentari e non un'organizzazione che produce pacchetti di software per la gestione delle biblioteche [...]. Rinunciamo a essere i costruttori di software per le biblioteche [...]. SBN deve essere lo strumento della cooperazione a livello nazionale» 1. Una scelta di questo genere significherebbe svuotare il concetto di Servizio bibliotecario nazionale da una serie di motivazioni "improprie" che via via vi si sono accumulate, per riportarlo all'idea originaria di servizio per la cooperazione. Naturalmente si dovrebbe ipotizzare un'agenzia almeno agli inizi a capitale pubblico, ma gestita con concetti privatistici e aperta in futuro anche a soluzioni a capitale misto. Un'agenzia, infine, che non può essere una pura emanazione ministeriale e per la cui gestione si dovrebbero individuare meccanismi nuovi e diversi rispetto a quelli che hanno finora governato il progetto SBN.

Invece di progettare nuovi software l'agenzia SBN dovrebbe indicare gli standard a cui software differenti debbono rispondere per partecipare al progetto come enti "attivi", cioè fornitori di dati al catalogo unico nazionale: standard internazionali e nazionali già esistenti, consolidati e ormai di larga applicazione nell'ambito della cooperazione bibliografica. Probabilmente l'agenzia dovrà disporre di un suo software di gestione dell'Indice nazionale, un software che però dovrebbe essere scelto sul mercato confrontando i prodotti disponibili sia nell'ambito dei pacchetti di automazione commerciali che nell'ambito dei programmi sviluppati da analoghe agenzie, quali ad esempio l'olandese PICA o la danese DANBIB.

Gli attuali pacchetti per gestione di biblioteca utilizzati dai diversi poli SBN dovrebbero essere considerati "residuali" in attesa che le biblioteche e i sistemi attualmente partecipanti a SBN si dotino in autonomia di pacchetti di automazione per biblioteche di nuova concezione, con l'unico vincolo delle specifiche standard accennate. Una politica di questo genere dovrebbe essere favorita anche per la Biblioteca nazionale d'Italia 2.

L'agenzia SBN dovrebbe diventare quello strumento di fornitura di dati bibliografici di cui abbiamo disperato bisogno. L'Indice, di conseguenza, non dovrebbe più essere alimentato soltanto dalle biblioteche che utilizzano pacchetti software SBN - che dovranno comunque evolvere in pacchetti di altra generazione - ma dovrebbe essere aperto a ricevere dati in formato standard e quindi in forma di catalogazione derivata. Fra i servizi dell'agenzia potrebbe rientrare anche la fornitura della bibliografia nazionale.

L'agenzia SBN dovrebbe svolgere anche i classici servizi di intermediazione offerti dalle agenzie di prestito interbibliotecario, presumibilmente differenziati a seconda delle politiche e delle richieste delle biblioteche e dei sistemi aderenti, dal semplice inoltro della domanda alla gestione del ciclo completo, ovviamente a costi differenziati.

Inoltre l'agenzia SBN potrebbe offrire servizi di accesso a basi di dati di interesse generale, stipulando contratti di taglia nazionale con diversi produttori. Un ulteriore compito dell'agenzia SBN potrebbe essere quello di promuovere la standardizzazione e la ricerca avanzata nell'ambito della tecnologia dell'informazione, operando per progetti specifici e agendo anche da stimolo nei confronti delle biblioteche italiane.

È questa una sfida assai ardua, ma ineludibile se si vuole che SBN-2, alle soglie del nuovo millennio, diventi davvero un Servizio nazionale, non per via del nome, ma perché riconosciuto come tale nella pratica quotidiana dai bibliotecari e dagli utenti delle biblioteche italiane.

Antonio Scolari


1 Memoria passata e futura: biblioteche e mediateche nella società dell'informazione, Ravenna, 14-15 febbraio '97: atti, Ravenna: Provincia di Ravenna, p. 34.

2 Un interessante approccio è quello della British Library che ha di recente sottoscritto con il produttore del software Amicus un accordo decennale, che comprende oltre allo sfruttamento del pacchetto anche la collaborazione con la ditta per il suo aggiornamento e miglioramento.


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 1997-03-22, ultimo aggiornamento 2000-01-20, a cura di Alberto Petrucciani
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