Bollettino AIB 1997 n. 3 p. 379 [AIB] Associazione italiana biblioteche. Bollettino AIB 1997 n. 3 p. 379-381
RECENSIONI E SEGNALAZIONI

Bibliotecas de arte, arquitectura y diseño: perspectivas actuales: actas del congreso organizado por la Sección de bibliotecas de arte de la IFLA, Barcelona, 18-21 de agosto de 1993, edición a cargo de Ma Llusa Pons y Conxita Sangenis. Mnchen: Saur, 1995. 441 p. (IFLA publications; 74). ISBN 3-598-21801-X. FS 162.


Il volume pubblica gli atti del congresso delle biblioteche d'arte dell'IFLA tenutosi a Barcellona nell'agosto del 1993 in preparazione della 59 Conferenza dell'IFLA. Le relazioni sono scritte in lingua inglese, francese o spagnola.

Ecco alcuni numeri per gli amatori di statistiche. I 32 contributi vengono presentati sotto cinque differenti temi: 1) Biblioteche d'arte, architettura e disegno: prospettive attuali; 2) Trattamento dell'immagine nel materiale iconografico della documentazione d'arte; 3) Documentazione d'architettura e disegno: biblioteche e archivi; 4) Documentazione del patrimonio artistico e architettonico spagnolo; 5) Biblioteche d'arte e collezioni speciali in Spagna. Dei 170 partecipanti al congresso, provenienti da 17 nazioni, più di metà (88) ovviamente erano spagnoli; l'Italia era presente con sei partecipanti e due relazioni, una afferente al tema n. 2 e una al n. 3.

Le biblioteche d'arte, architettura e disegno, costituitesi in sezione autonoma nel 1983, hanno celebrato così il loro decennale. Maggy Wishoupt, al suo ultimo anno di presidenza, apriva il congresso sottolineando la crescita della Sezione, partita con soli 12 membri nella tavola rotonda del 1978 e arrivata all'incontro di Barcellona con 170 partecipanti. Parallelamente, notava la Wishoupt, cresceva l'apporto di conoscenze sull'aggiornamento tecnologico del trattamento dell'immagine e, di conseguenza, del livello qualitativo dei servizi in rete e dell'offerta di libri e biblioteche virtuali.

In materia di prospettive attuali delle biblioteche d'arte, Michel Melot, del Consiglio superiore delle biblioteche di Francia, illustrava i problemi sorti dopo la costruzione della nuova Bibliothèque de France nel quartiere di Tolbiac a Parigi e la decisione di riutilizzare i vecchi locali di rue de Richelieu insediandovi un insieme di biblioteche, un istituto internazionale e dei centri di ricerca di storia dell'arte. Se da un lato ciò avrebbe risolto molti problemi logistici per il materiale documentario e per il personale, spiegava Melot, ne avrebbe posto altri insormontabili sul piano tecnico (le classificazioni delle biblioteche da riunire non concordavano) e anche sul piano scientifico. Il primo dei servizi comuni da realizzare sarebbe stato dunque non la fusione delle biblioteche d'arte, ma la realizzazione di un loro catalogo collettivo. Su tre ex-dipartimenti della Bibliothèque nationale e quattro altre biblioteche, solo una, la biblioteca interuniversitaria d'arte e d'archeologia di rue Michelet, era informatizzata e apparteneva alla rete OCLC. Il progetto prevedeva dunque l'adeguamento dei formati MARC ai documenti specializzati, l'adattamento dell'authority file RAMEAU alle varie specializzazioni, la costituzione di un authority file internazionale dei nomi di artisti, il collegamento alla rete americana del Research Library Group (RLIN), il trattamento concertato dei documenti speciali quali tesi, cataloghi, film, ecc., e infine una politica condivisa delle acquisizioni (il metodo CONSPECTUS - dichiarava Melot - era ben conosciuto in Francia, ma poco praticato).

Nonostante questo progetto, tuttavia, Melot sosteneva che il concetto stesso di "biblioteca nazionale d'arte" era stato messo in discussione fin dal 1990: infatti solo una costellazione di biblioteche diverse può pretendere di svolgere una missione di interesse nazionale per un insieme di discipline specializzate che vanno dalla preistoria alla televisione, dalle arti popolari al cinema, dalle illustrazioni all'arte contemporanea. Ed è solo una rete coerente, come già esisteva in Germania e negli Stati Uniti, che può dividersi le funzioni di biblioteca tematica nazionale.

Dal canto suo, Douglas Dodds del Victoria and Albert Museum di Londra annunciava che la National Art Library si era associata all'OCLC nel 1986 e nel 1987 aveva avviato la catalogazione in formato MARC per un sistema online interno provvisto di OPAC. Nel 1993, all'epoca del congresso, era disponibile in linea il 15% delle schede e si prevedeva di completare la catalogazione retrospettiva entro l'anno 2000. Si prevedeva inoltre la possibilità di offrire l'accesso all'OPAC anche dall'esterno, attraverso JANET. Nel frattempo erano disponibili in CD-ROM e in videodischi alcune basi di dati bibliografiche e iconografiche, mentre non si era ancora acquistato alcun CD-I.

L'Istituto di Storia dell'arte dell'Olanda presentava il progetto Van Eyck, in corso di realizzazione nell'ambito del Programma Biblioteche europeo. Obiettivo del progetto era mettere l'utenza in grado di recuperare testi e immagini simultaneamente da diverse basi di dati senza alcuna previa alterazione delle basi stesse. Van Eyck prevedeva quattro stadi di implementazione: il raffronto dei formati e delle norme editoriali; la specificazione della descrizione funzionale dell'identificazione del soggetto; un prototipo di descrizione; degli esempi di prova per gli utenti, compreso il trasferimento di dati. Nel 1993 era stato completato il primo stadio.

Da parte italiana, Artemisia Calcagni Abrami della Biblioteca nazionale di Firenze, in tema di trattamento dell'immagine, illustrava dal punto di vista catalografico il sistema automatizzato adottato per la schedatura delle incisioni. In quel sistema la scheda si accordava quanto più possibile allo standard ISBD e consentiva la ricerca a testo completo nel campo dell'abstract e la visualizzazione dell'intera stampa con la possibilità di ingrandirne i dettagli.

Dalla sessione di "Documentazione di architettura e disegno" si levavano forti e chiare le voci di Laura Anselmi del Politecnico di Milano e di Maria Grazia Ghelardi dell'Università di Firenze in una relazione dal titolo Cooperazione europea nel campo dell'architettura e delle discipline correlate. Premesso che l'architettura è divenuta un campo largamente interdisciplinare, che abbraccia da un lato la progettazione strutturale, quella di interni e l'industrial design e, dall'altro, l'urbanistica e la pianificazione zonale - dicevano le relatrici -, è evidente che il bisogno di informazione spazia dall'area scientifica e tecnologica a quella artistica. Nel 1993 i servizi offerti dalle biblioteche specializzate erano lungi dall'essere omogenei. Non esisteva una base unica che fosse autorevole ed esaustiva come, ad esempio, Medline per le scienze biomediche. Nonostante l'Europa producesse, in materia di architettura, più basi di dati di qualsiasi altro paese al mondo, questa maggiore quantità corrispondeva a un maggior grado di frammentazione, dovuto soprattutto alla diversità linguistica, con seri problemi sia a livello di linguaggio naturale che di linguaggio di indicizzazione e di ricerca. Da un'indagine preliminare fatta su quasi 200 biblioteche di architettura in 12 paesi d'Europa, risultava che oltre la metà di queste apparteneva a istituti universitari o di istruzione superiore e che il raggio di servizi avanzati per l'utente (ricerca in linea e su CD-ROM, SDI, ILL e accesso ai documenti) variava molto da paese a paese; per di più tali servizi erano riservati agli utenti interni delle biblioteche universitarie e non venivano resi accessibili né ai professionisti, né a utenti di altre università. Inoltre, benché esistesse grazie a Internet una cooperazione a basso costo fra biblioteche di architettura di diversi paesi europei, il vero problema rimaneva nell'armonizzazione e nello sviluppo dei servizi di informazione: problema per la cui soluzione non era sufficiente, secondo le due relatrici, il ruolo di stimolo coperto dalla politica comunitaria, ma era necessario sviluppare progetti cooperativi attraverso la costituzione di associazioni a livello nazionale basate sulla comunione di interessi istituzionali o professionali, sull'esempio italiano del CNBA, Coordinamento nazionale delle biblioteche di architettura.

Certamente dal 1993 ad oggi gli strumenti e le infrastrutture dell'elettronica hanno fatto passi da gigante. Aspetteremo di leggere gli atti dei successivi incontri delle biblioteche d'arte per vedere quali progressi sono stati fatti in un campo così predisposto alla multimedialità come sono, con i loro contenuti, gli archivi e le biblioteche d'arte, di architettura e di disegno.

Maria Luisa Ricciardi, Associazione italiana biblioteche


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 1997-10-27, ultimo aggiornamento 2000-01-20, a cura di Alberto Petrucciani
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