Manual de biblioteconomía, ed. por Luisa Orera Orera.  Madrid: Síntesis, 1997.  509 p.  (Ciencias de la información. Biblioteconomía y documentación; 12).  ISBN 84-773-8363-4.  Ptas. 4.595.

Nell'ambito di un ambizioso progetto editoriale avviato ormai da alcuni anni dalla casa editrice Síntesis e dedicato alle Ciencias de la información, la collana che si occupa di «Biblioteconomía y documentación» è stata recentemente arricchita da questo nuovo Manual de biblioteconomía. Si tratta di una pubblicazione che intende fare il punto sui cambiamenti intervenuti nell'organizzazione bibliotecaria dell'ultimo decennio, con particolare riferimento alla realtà spagnola, e va subito detto che questo obiettivo appare senz'altro centrato. Anche se nella presentazione vengono indicati quali destinatari del trattato gli studenti dei corsi universitari di biblioteconomia, è subito evidente che il rigore scientifico e la completezza con cui la materia è esposta ne fanno uno strumento che va ben oltre il manuale di base per chi intraprenda gli studi, trasformando questo lavoro in strumento fondamentale per una solida pratica professionale, grazie alla sua capacità di offrire risposte soddisfacenti alle esigenze di aggiornamento e approfondimento di chi già opera in biblioteca. Siamo del resto di fronte a un'organica raccolta di saggi, firmati da dodici docenti fra i maggiori specialisti del settore (si veda la Relación de autores iniziale) attivi presso le varie escuelas universitarias - corsi universitari del primo ciclo di durata triennale, assimilabili ai nostri corsi di laurea brevi - e facoltà spagnole di Biblioteconomía y Documentación. Nonostante il folto gruppo di autori, passando da un capitolo all'altro non è comunque avvertibile alcuno stacco e proprio il fatto che il taglio delle varie parti si presenti omogeneo e il risultato equilibrato, anche in fatto di trattamento e organizzazione dei contenuti, costituisce senz'altro uno dei maggiori pregi del manuale.

Il materiale è distribuito in 27 capitoli, che possono essere facilmente ripartiti in quattro sezioni sulla base del loro contenuto e fra i quali è possibile individuare rapidamente quello di maggior interesse per la consultazione mediante un indice organizzato in modo estremamente articolato. Conclude il volume una ricca e aggiornata bibliografia - ripartita in generale (Manuales, Enciclopedias y diccionarios, Bibliografías, Directorios, Anuarios, Revistas) e per capitoli -, dove è largamente privilegiata la produzione in lingua spagnola.

La prima parte (capitoli 1-4) assolve una funzione introduttiva, fornendo un opportuno inquadramento teorico e storico della materia, innanzi tutto attraverso alcuni chiarimenti terminologici sul concetto di biblioteconomia. Di questa prima sezione si rivelano soprattutto interessanti i capitoli La enseñanza de la biblioteconomía, con la storia e l'attuale panorama dei corsi di biblioteconomia spagnoli di livello universitario - con relativi curricula - e La profesión bibliotecaria, dedicato a una riflessione su profili e ruoli del personale bibliotecario, in cui si fa anche il punto sulle associazioni professionali spagnole. L'attenzione per queste tematiche all'interno di un manuale è segno di quanto sia sentita la questione della formazione anche in Spagna, che pare comunque avviata a colmare anche in questo campo il ritardo che fino a qualche anno fa la separava dagli altri paesi occidentali. Se infatti le prime escuelas universitarias in Biblioteconomía y Documentación sono state attivate fin dalla fine degli anni Settanta nelle principali città spagnole (dapprima a Barcellona e poi via via a Granada, Salamanca, Madrid, ecc.), ancora comunque nell'ambito delle Facoltà di Lettere e filosofia o di Traduzione e documentazione, l'esigenza di istituire veri e propri corsi di laurea ha portato alla costituzione, a partire dal 1992, delle prime facoltà autonome di Ciencias de la documentación, presenti per il momento presso le università di Granada, Salamanca, Alcal de Henares e Carlos III di Madrid. Nei complessi e articolati piani di studio volti al rilascio della Licenciatura, accanto ai tradizionali insegnamenti di archivistica, biblioteconomia, bibliografia e fonti dell'informazione, sono contemplate anche materie quali informatica e tecnologie dell'informazione, statistica, analisi dei linguaggi documentari, pianificazione e valutazione dei sistemi di informazione e di documentazione.

La seconda e più consistente parte del manuale (capitoli 5-18) è costituita dall'esposizione organica delle distinte attività bibliotecarie, a iniziare da quelle connesse a costruzione, sviluppo e conservazione delle raccolte, per poi affrontare - piuttosto sinteticamente, per la verità - il momento del trattamento delle collezioni. Vengono quindi sviluppati anche alcuni argomenti che solitamente trovano spazio in monografie specializzate, quali ad esempio l'architettura dell'edificio ospitante la biblioteca, l'ubicazione ottimale dei servizi, la segnaletica e, in genere, tutti quegli aspetti "pratici" connessi alla vita di una biblioteca (la scelta dell'arredamento, l'illuminazione, ecc.). Si passa poi ad approfondire il concetto di catalogo, analizzando funzioni e tipologie di quello tradizionale, mentre allo studio del catalogo automatizzato (sviluppo storico degli OPAC, linguaggi di interrogazione, strategie di recupero dell'informazione) e al suo uso da parte degli utenti è interamente riservato il consistente capitolo successivo. Concludono questa parte i capitoli dedicati ai servizi da offrire - circolazione dei documenti e reference - introdotti da alcune pagine che prendono in esame le problematiche connesse allo studio dell'utenza e alla sua formazione.

I capitoli successivi (19-24) passano invece in rassegna le diverse tipologie delle biblioteche, dapprima offrendo per ciascuna una definizione generale dei rispettivi servizi e funzioni e quindi dedicandosi diffusamente alla specifica situazione spagnola. Nel capitolo dedicato alla Biblioteca nacional di Madrid - di cui sono illustrati minutamente storia, regime giuridico, struttura, funzioni, collezioni e servizi - trova posto la descrizione di una peculiarità tutta spagnola, rappresentata dalle biblioteche centrali delle comunità autonome, biblioteche concepite quali centri bibliotecari superiori, nate a seguito dell'approvazione della Costituzione del 1978, in cui veniva sancito il cosiddetto Estado de las autonomías. Il capitolo seguente si sofferma invece sul ruolo delle biblioteche nel sistema universitario spagnolo, passando poi ad analizzare le caratteristiche delle biblioteche specializzate, il cui gruppo più importante in Spagna è rappresentato dalla Red de bibliotecas del Consejo superior de investigaciones científicas, comprendente un'ottantina di biblioteche sparse in tutta la Spagna. Chiudono questa sezione i capitoli dedicati alle biblioteche pubbliche - suddivise fra quelle di titolarità statale, ossia dipendenti dal Ministerio de cultura, e quelle gestite direttamente dalle varie comunidades - e alle biblioteche scolastiche.

La quarta e ultima sezione (capitoli 25-27) è dedicata ai vari aspetti connessi alla cooperazione. Queste pagine offrono innanzi tutto un'analisi del concetto di rete bibliotecaria - le origini, l'infrastruttura telematica, i protocolli di trasmissione, i servizi - per poi illustrare dettagliatamente il sistema bibliotecario spagnolo e allargare infine lo sguardo ad altre reti di biblioteche, chiudendosi con un panorama dei più importanti progetti di cooperazione a livello internazionale nati sotto l'egida di organismi quali IFLA, Unesco, ISO.

Nonostante non sia stato possibile, per ovvie ragioni, procedere all'esame particolareggiato dei singoli capitoli, da quanto detto risulta evidente che la letteratura professionale spagnola ha trovato in questo Manual de biblioteconomía un nuovo punto di riferimento in fatto di manualistica, grazie alla fusione che lo caratterizza di istanze teoriche e prassi. Il risultato è dunque una guida pratica alla professione bibliotecaria, accurata, completa e, soprattutto, supportata da solide basi scientifiche ed elaborata a partire da una costante prospettiva critica. Proprio per queste sue qualità, il trattato, pur essendo legato al contesto spagnolo - fatto questo evidente specie in alcune sue parti - si rivela comunque uno strumento di lavoro estremamente valido per un pubblico ben più vasto, regalando indicazioni utili e interessanti spunti di riflessione in particolare a quei bibliotecari che vogliano o debbano addentrarsi nella realtà biblioteconomica spagnola, per curiosità personale o perché operanti in biblioteche specializzate.

Anna Pavesi
Biblioteca dell'Istituto di lingue e letterature iberiche e iberoamericane, Università di Milano