RECENSIONI E SEGNALAZIONI

Wayne A. Wiegand.  Irrepressible reformer: a biography of Melvil Dewey.  Chicago: American Library Association, 1996.  XX, 403 p.  ISBN 0-8389-0680-X.  27.95.

Melville Louis Kossuth Dewey (10 dicembre 1851-26 dicembre 1931) è universalmente conosciuto per il sistema di classificazione che porta il suo nome. Irrepressible reformer, la biografia documentatissima scritta da Wayne A. Wiegand, professore alla University of Wisconsin-Madison School of Library and Information Studies e storico della biblioteconomia statunitense, spezza i confini dell'identificazione di Dewey con la DDC (a cui dedica solo 12 delle 378 pagine vere e proprie del volume) ed evidenzia la vivacità e la varietà dei suoi interessi nel campo della religione, dell'educazione, della linguistica, della matematica, dell'economia, dell'organizzazione, del commercio, aspetti oscurati dalla fama dell'invenzione o piuttosto della ripresa originale (come scrive anche John Phillip Comaromi in The eighteen editions of the Dewey Decimal Classification) di sistemi di classificazione elaborati da bibliotecari e librai a lui di poco anteriori o contemporanei (Harris, Schwartz, Battezzati, ecc.). Si tratta di settori d'interesse diversi, che tuttavia hanno alla base la sua pervicace volontà missionaria puritana di migliorare il mondo, leit Motiv della sua esistenza. Wiegand esalta il contributo determinante di Dewey alla nascita dell'American Library Association e del «Library journal» nel 1876; alla battaglia per l'apertura delle biblioteche pubbliche; all'istituzione della prima scuola di biblioteconomia nel 1887, la School of Library Economy presso il Columbia College, che si trasforma in New York State Library School quando si trasferisce ad Albany nel 1889, al seguito di Dewey, e quindi in School of Library Service nel 1926 quando ritorna a far parte della Columbia University; alla riorganizzazione delle biblioteche in cui ha operato; alla diffusione di un approccio pragmatico e tecnico ai problemi catalografici e classificatori; alle sue battaglie per la riforma ortografica (sperimentata anche in varie edizioni delle tavole di classificazione; era segretario della Spelling Reform Association) e per l'adozione del sistema metrico (era membro, segretario e tesoriere dell'American Metric Bureau).

Il volume si articola in quindici capitoli (più un epilogo), riuniti in tre parti, ciascuna delle quali prende in esame un periodo che caratterizza cronologicamente e pragmaticamente la sua vita: 1) Launching a "world work", 1851-1888; 2) The Albany years, 1889-1906; 3) The Lake Placid years, 1906-1931. La prima riguarda gli anni della formazione, dello studio e dell'esperienza di assistant librarian all'Amherst College; la seconda l'attività svolta alle dipendenze del board of regents dell'Università dello Stato di New York come direttore della New York State Library e, per un breve tratto, come segretario del board; la terza, la più estesa nel tempo, come presidente del Lake Placid Club, fondato nel 1895. Wiegand ricostruisce il ritratto di un personaggio contraddittorio, «di un eroe e di un villano», basandosi su documentazione mai studiata a fondo: i diari (di difficile lettura per la scrittura tachigrafica) che Dewey inizia a tenere dall'età di quindici anni, la corrispondenza intercorsa con le numerose persone conosciute, gli scritti di carattere professionale e scientifico. Wiegand delinea efficacemente il contesto sociale, culturale e religioso dell'area nordoccidentale dello Stato di New York in cui avviene la formazione di Dewey bambino e adolescente, e della comunità evangelica da cui proviene (suo padre è un pastore e lui stesso vuole diventarlo fino all'età di sedici anni), che si caratterizza per lo zelo riformista, l'attenzione all'educazione, l'atteggiamento disinvolto verso le questioni economiche e la certezza d'eccellenza della cultura WASP. Il background culturale unito all'impegno sociale e alla scarsa espansività affettiva dell'ambiente familiare determinano, per Wiegand, la sua storia individuale e professionale, la storia di una personalità forte, tenace, brillante, avvincente, ma al contempo arrogante, spregiudicata, falsa, disinvolta economicamente e respingente per i suoi pregiudizi, il suo razzismo, il suo antisemitismo ostentati (escluderà gli ebrei dal Lake Placid Club), il suo cinismo nella gestione dei rapporti personali, soprattutto con le donne.

Irrepressible reformer è costato a Wiegand ben quindici anni di ricerche, che seguono altrettanti anni impiegati a scrivere un'altra opera che riguarda direttamente Dewey e il periodo in cui opera, Politics of an emerging profession: the American Library Association, 1876-1917, e a scrivere una ventina di voci su bibliotecari statunitensi del periodo fra Otto e Nocevento per l'Encyclopedia of library history. Irrepressible reformer è un libro eccezionale, come capita di rado di leggere, e mi auguro che divenga un modello per studi analoghi su bibliotecari italiani.

Mauro Guerrini, Università di Udine