RECENSIONI E SEGNALAZIONI

Carlo Revelli.  Il catalogo, in collaborazione con Giulia Visintin.  Milano: Editrice Bibliografica, 1996.  462 p.  (I manuali della biblioteca; 1).  ISBN 88-7075-366-2.  L. 90.000.

È presunzione da parte di un bibliotecario ritenere di poter presentare Carlo Revelli e la sua opera. Tuttavia, questa è buona occasione per esprimere elogio alla scelta dell'editore di inaugurare la nuova collana con Revelli. Il titolo della serie, quello del volume, il contenuto dello stesso gli competevano strettamente, perché soltanto un maestro quale egli è per tutti coloro che si siano avvicinati alla professione del bibliotecario o agli studi di biblioteconomia aveva il diritto e il dovere di proporre un compendio del genere.

Per chi vorrà leggerlo è d'obbligo abbandonarvisi con umiltà, ma anche con la consapevolezza di trarne diletto. Che si tratti di bibliotecario, di cultore della materia o di studente non potrà non apprezzarne l'esposizione, insieme riassuntiva dei vari argomenti e principi catalografici e introduttiva delle stesse discipline e degli standard applicativi. L'impostazione agile, snella, intelligente (sia concessa la confidenza) attraverso un ideale susseguirsi di informazioni rapide sintetiche e analitiche nello stesso tempo è finemente centrata. Sicché il dipanarsi degli argomenti (le informazioni in biblioteca, la catalogazione descrittiva, l'indicizzazione alfabetica, la classificazione, la gestione del catalogo: queste le sezioni) si fa lettura stimolante in quanto la materia, oltre che essere sistematicamente ricapitolata, viene sempre espressa per concetti e cesellata con acuti spunti critici. E ricchi suggerimenti e indicazioni pratiche.

Tutto si organizza attorno alla linea direttiva della centralità del catalogo. Per usare parole dell'autore «Non è possibile considerare la biblioteca in sé, le pubblicazioni in sé, il catalogo in sé, senza valutare a chi la biblioteca, le pubblicazioni, il catalogo sono destinati, quale sia il pubblico che vorrà ricuperare informazioni o pubblicazioni», ma «il catalogo nel suo insieme costituisce un'unità informativa che necessita di coerenza per sviluppare tutta la propria potenzialità».

Il manuale reca quindi l'impronta di una concezione pratica, e pur tuttavia l'indagine speculativa è sempre là, presente e tesa a proporre soluzioni. Centralità e coerenza del catalogo, dunque, come luogo per eccellenza in cui il bibliotecario colloca e l'utente ritrova i documenti che gli interessano, affidandogli talvolta addirittura il compito di individuare e selezionare le informazioni, persistono costanti, impegnative anche rispetto agli espedienti e alle opzioni che l'automazione offre copiosi e allettanti. Il catalogo severo Leitmotiv; mai il mezzo, la tecnologia prendono il sopravvento. E così le tante osservazioni, le numerose chiavi di lettura del significato di trattamento catalografico, l'uso delle norme sono intesi solo per affinare l'obiettivo di comunicazione del catalogo.

Il lavoro prende in conto tutte le questioni che stanno alla base della organizzazione e gestione del catalogo, realizzando pure quel commento ai quesiti e ai problemi della catalogazione descrittiva che le RICA, nella relazione introduttiva, richiedevano auspicando uno strumento di sussidio alle nuove regole.

L'opera certamente racchiude in sé e qui sta la sua maggiore preziosità la rubrica, il taccuino dell'autore; è insomma l'espressione elaborata e compiuta del suo autorevole schedario di servizio e dei suoi appunti di lavoro. Grande merito di Revelli è soprattutto aver avuto la voglia e il coraggio di affrontare tanta materia per consegnarcela completamente filtrata e analizzata in ogni sua piega sotto forma di manuale. Ma di manuale si tratta, o non è piuttosto un trattato quello che Revelli ci ha regalato?

Gloria Cerbai, Biblioteca nazionale di Firenze