Stella Keenan.  Concise dictionary of library and information science.  London: Bowker-Saur, 1996.  X, 214 p.  ISBN 1-85739-022-9.  26.


Il dizionario della Keenan si apre con un'interessante prefazione dell'autrice nella quale vengono ripercorse le tappe principali della storia dei sistemi di classificazione. Dopo la seconda guerra mondiale, infatti, l'incontro tra discipline come la fisica, la biologia e le scienze sociali, ma più in generale la diffusione nella società delle nuove scoperte tecnologiche, creano l'humus adatto per la nascita di importanti schemi di classificazione del sapere: Ranganathan, per esempio, viene da un ambiente scientifico (era un matematico), prima di diventare bibliotecario ed elaborare il suo famoso sistema "a faccette".

Adesso, la novità in ambito biblioteconomico che suscita la necessità di organizzare il lavoro del bibliotecario è l'analisi dei bisogni dell'utente, per rispondere ai quali ci si incammina sulla strada della ricerca scientifica. Si avvicina, così, l'era del computer, che diventerà lo strumento principe di classificazione delle risorse culturali umane. Però, l'uso del PC richiede la conoscenza di una nuova terminologia, quella informatica, anche perché si diffonde l'uso delle parole chiave all'interno degli indici di classificazione. Ed ecco, dunque, questo dizionario, che nasce da 45 anni di esperienza lavorativa alternatasi sempre tra la biblioteconomia tradizionale, la ricerca, il management e l'assistenza all'utente nel recupero delle informazioni.

Il volume è diviso per temi, perché termini uguali possono assumere significati diversi a seconda del contesto nel quale vengono usati: si prenda come esempio il significato di cluster in informatica (dove indica un insieme di terminali interconnessi) e nell'ambito delle banche dati (dove rappresenta un gruppo di items associati tra loro per argomento, tipo di ricerca o altro).

I temi nei quali è diviso il dizionario, quindi, rappresentano essi stessi una forma di classificazione del sapere biblioteconomico e infatti riecheggiano in parte le già citate faccette di Ranganathan; tali tematiche sono sei, con un unico denominatore comune: la biblioteconomia, ovvero la scienza dell'informazione.

Il primo gruppo riguarda le information sources, le fonti dell'informazione, e cioè i materiali: è qui, infatti, che si parla di abstracts, bibliography, CD-ROM, spiegando cosa sono e che tipo di supporto informativo costituiscono. Il secondo tema (information handling and retrieval) analizza i metodi e, riportando il significato di termini come authority file, descriptor, reference service, introduce le principali metodologie di recupero dell'informazione.

La terza sezione (Computers and telecommunications) è la più vasta e anche la più complicata da elaborare perché suscettibile di continue evoluzioni. In circa ottanta pagine si snodano lemmi come boolean algebra, NUA-NUI, ASCII, tag, UNIX, e tutto ciò che lentamente ci stiamo abituando a capire della scienza dell'elaborazione dei dati. Proprio qui, però, non sono riportati gli acronimi - che pure servirebbero - mentre si trovano i nomi di networks e di sistemi videotext. Il quarto aspetto, alla luce del quale si dispiegano le parole della nostra professione, è quello del management che attraverso l'analisi di concetti come budget, quality control, access to information, parla dell'ambito semantico nel quale si trovano le risorse umane e finanziarie di una biblioteca.

Al quinto posto vengono i termini che si usano durante una ricerca e le teorie che li hanno generati: si tratta qui di research metodology, attraverso bibliometrics, tassonomy e le leggi di Bradford e Zipf. Il sesto e ultimo campo scandagliato è quello relativo all'editoria, dove assieme al significato di all rights reserved, copyright, logo, markup, si trovano anche numerosi e utili acronimi.

Il bel volume di Stella Keenan, di piacevole lettura nonostante sia costituito in fondo da una serie di elenchi di parole, ma più da leggere che da consultare, si conclude (ovviamente!) con un indice generale di tutti i termini trattati e con una preziosa bibliografia.

Emanuela Costanzo, Biblioteca IULM, Milano