Information, development and social intelligence, edited by Blaise Cronin.  London: Taylor Graham, 1996.  372 p.  ISBN 0-947568-68-9.  30.


I ventuno saggi che compongono questo volume, di cui tre, oltre all'introduzione, scritti da Blaise Cronin, curatore dell'opera e docente di Scienze dell'informazione all'Università dell'Indiana, illustrano l'ambito di studio del concetto di intelligenza sociale entrando nello specifico di campi disciplinari in cui lo stesso può essere utilizzato, dalle politiche governative a quelle di sviluppo economico e al management, dalle teorie della conoscenza a quelle evolutive, in relazione a soggetti come le istituzioni governative, i partiti politici, i movimenti sociali, le imprese, i sindacati - come riproduzioni su scala diversa di oggetti sociali -, trattandosi, più che di una disciplina in sé, di un'ottica applicabile a scienze differenti seppure in relazione quali la pedagogia, la primatologia, la psicologia, l'etologia.

Corredata da ricchi elenchi bibliografici a conclusione di ogni saggio, l'opera svolge quindi un'ampia panoramica sulla materia, offrendo esemplificazioni concettualmente molto solide e senz'altro più efficaci di qualunque definizione della locuzione "intelligenza sociale", che pure Cronin fornisce più d'una volta, rilevando la necessità di una puntualizzazione ma anche il rischio che una definizione possa risultare fuorviante, data la derivazione dall'estensione di un concetto già di per sé sfuggente come quello di intelligenza, soprattutto nella traduzione dall'inglese, che oscilla tra la definizione di una «facoltà generica» e la «caratterizzazione dell'esercizio appropriato o esemplare dell'esercitarla». Di intelligenza sociale, quindi, tra le varie definizioni, si può accogliere quella data nel secondo saggio, che ne parla come della «capacità di adattarsi/rispondere a circostanze mutevoli per raggiungere i propri obiettivi di sviluppo, o più semplicemente, come l'abilità di sopravvivere e prosperare», precisando che essa «è sociale, come ha osservato Slavo Radosevic, nel senso che ogni attore sociale dipende dagli altri per qualsiasi nuova conoscenza. L'interazione e lo scambio, diretti o mediati, sono attività sociali; l'acquisizione, la gestione e l'esibizione di intelligenza sono pertanto processi condizionati socialmente».

L'intelligenza sociale viene quindi presentata nelle sue interazioni con informazione e sviluppo, ai quali è unita nel trinomio del titolo, del quale la biblioteca viene a rappresentare un essenziale anello di congiunzione e dal quale essa può apprendere quanto le consenta di trasformarsi adeguandosi alla realtà del momento. A proposito di biblioteche Cronin cita William Learned, che già oltre settanta anni fa proponeva l'istituzione di un intelligence service a uso delle comunità locali, che diventasse «familiare a ogni abitante quanto l'ufficio postale», gestito da personale competente la cui funzione si spingesse oltre quella consolidata del bibliotecario di "pubblica lettura", a evitare il dispendio di energie che sovente deriva, anche a individui brillanti, da lacune informative alle quali un esperto può facilmente sopperire, con ciò assurgendo a guida della vita sociale, intellettuale ed economica della comunità. E ci si aggancia ancora alla professione bibliotecaria nella visione delle nuove fonti informative virtuali, con l'illustrazione articolata dell'ipertesto, in relazione al suo ruolo di "materia scrittoria" del nostro tempo e strumento di trasmissione della conoscenza analizzato nei suoi aspetti più concretamente utili legati in primo luogo alla rapidità di circolazione - e quindi alla formazione di comunità intellettuali che varcano le soglie dei confini geografici - e alla possibilità di elaborazione immediata da parte del fruitore a tutto vantaggio dell'assimilazione e della critica. In merito a ulteriori aspetti della questione, più o meno intuibili e più o meno già in atto, il saggio offre interessanti spunti di riflessione ai professionisti dell'informazione, a cui il volume in toto può consentire l'approfondimento di cognizioni e metodologie di indubbia rilevanza.

Antonietta Rossi, Biblioteca di ateneo, Università di Trento