Jenny Cottrell.  Establishing a homework club in the secondary school library.  Liden, Swindon: The School Library Association, 1998.  24 p.  (SLA guidelines).  5.
Kathy Lemaire.  Issue systems for the primary school library.  Liden, Swindon: The School Library Association, 1998.  16 p.  (SLA guidelines).  4.

Si sa e si parla poco in Italia degli aspetti organizzativi delle biblioteche scolastiche, forse perché non ne viene percepita l'importanza strategica. La letteratura professionale, in particolare quella relativa alla scuola dell'obbligo, riferisce soprattutto di esperienze, ma ben poco su come queste biblioteche si strutturino e funzionino: con quali obiettivi, con quali risorse, fornendo quali servizi; né è chiaro se questi aspetti siano oggetto di un'esplicita e consapevole programmazione.

Diversa è la situazione nelle biblioteche scolastiche inglesi, depositarie di un'esperienza radicata ma innovativa. La School Library Association è attiva sia nella formazione che nella realizzazione di strumenti per la professione. Ne è un esempio la collana a cui appartengono i fascicoli che qui si presentano, che raccoglie agili testi dedicati alla gestione di singoli servizi nelle biblioteche scolastiche: non solo servizi di base, ma anche rispondenti a bisogni specifici legati alla particolarità del contesto educativo. Caratterizzati da un taglio sobrio e pratico, questi quaderni coniugano la semplicità delle proposte con il rigore dei criteri organizzativi.

Il primo fascicolo, rivolto alla scuola secondaria, tratta della realizzazione di un homework club, che si può considerare un servizio di doposcuola finalizzato all'assistenza agli studenti nel compimento del lavoro individuale, intesa soprattutto come fornitura di risorse informative e di consulenza, in un'atmosfera informale di collaborazione. La pubblicazione guida alla costruzione del servizio attraverso un itinerario in più fasi. Si parte dalle sue caratteristiche, si prosegue con gli elementi da tenere presenti per la stesura del progetto: le risorse e consulenze necessarie, l'identificazione dei destinatari, i collaboratori, le operazioni di promozione e pubblicizzazione; si giunge infine alle informazioni da registrare per una valutazione del servizio stesso. A conclusione, un'utile tabella riassuntiva.

Non so se servizi del genere siano affidati nelle scuole italiane alle proprie biblioteche, mentre sono note attività di doposcuola in ambienti extrascolastici, come associazioni o parrocchie, connotati più da finalità sociali che strettamente educative. Qualcuno potrebbe obiettare che non è questo un servizio specifico di una biblioteca scolastica, già a rischio costante di trasformarsi in generico contenitore di attività disparate. In realtà non solo in Gran Bretagna ma anche negli USA spesso l'assistenza allo homework è localizzata nella biblioteca della scuola e da essa gestita. Il presupposto, ricordato nella premessa della pubblicazione, è che «ogni supporto allo studio abbia la propria sede nella biblioteca scolastica, in mezzo alle risorse integrate nel curriculum, al fine di sostenere e promuovere il successo in ogni compito e studio». Del resto proprio le linee guida britanniche per le biblioteche scolastiche individuano tra le sue funzioni quelle di «fornire risorse informative a supporto del curricolo e dello sviluppo personale e sociale degli allievi» e «agevolare l'apprendimento e l'insegnamento».

Il secondo fascicolo affronta la realizzazione nella scuola elementare di un issue system, il sistema di gestione delle informazioni sulla consegna dei documenti e sull'utenza: uno strumento per registrare non solo la circolazione da prestito, dunque, ma anche ogni altra forma di utilizzazione (consultazione, lettura, uso in classe, ecc.) di tutte le risorse della biblioteca (documenti, attrezzatura, ecc.). Se l'importanza di uno strumento del genere è evidente in grandi biblioteche, la sua applicazione è invece meno scontata in una scuola di primo grado, spesso viziata da inopportuni sensi di inferiorità per le ridotte dimensioni o risorse. La sua adozione consente invece - come viene ricordato in apertura del fascicolo - diversi vantaggi, come seguire i comportamenti degli utenti anche in relazione a specifici documenti o fornire informazioni sulle abitudini di lettura degli scolari: tutti dati preziosi ai fini della programmazione di una biblioteca.

La pubblicazione aiuta a scegliere quali informazioni registrare e come organizzarle, di quali risorse occorre disporre, quindi espone una serie di modelli in ordine crescente di complessità: dal semplice tabellone (suggerito anche per le scuole materne), al registro nominativo (una pagina per studente con la registrazione cronologica delle utilizzazioni), all'archivio a schede (dei documenti o degli utenti) fino ai sistemi computerizzati. Di ogni modello vengono valutati vantaggi e svantaggi.