Gruppo di lavoro della Bibliografia nazionale italiana. Dewey da 20 a 21: seminario AIB sull'edizione italiana della Classificazione decimale Dewey, Edizione 21, Roma, 19-20 settembre 2000. Roma: Associazione italiana biblioteche, 2001. 130 p. ISBN 88-7812-090-1. L. 25.000.

Dewey da 20 a 21 fa parte della nuova collana promossa dall'Associazione italiana biblioteche, "AIB formazione". La pubblicazione è la prima di una serie di lavori, che, come si apprende dalle presentazioni di Mauro Guerrini, del direttore della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, Antonia Ida Fontana, e del gruppo di lavoro della BNI, sarà destinata ad avere un lungo seguito, in un'ottica di continua comunicazione con i bibliotecari, svolgendo i temi e riportando gli spunti di discussione principali dei seminari e degli incontri di studio della categoria.
L'idea di una collana a scopo informativo e didattico è nata proprio in occasione del seminario di presentazione dell'Edizione 21 della Classificazione Dewey, nel settembre 2000, presso la prestigiosa sede dell'Ecole Française a Roma.

L'editor dell'edizione americana, Joan Mitchell, ha formulato le sue congratulazioni per il lavoro svolto e ha rinsaldato i rapporti di reciproca collaborazione con l'AIB e con la BNI che, con la consulenza di Luigi Crocetti, ha pubblicato nel maggio 2000 l'edizione della DDC italiana, tenendo fede al compito che si è assunta dall'Edizione 19, la prima a essere stata tradotta integralmente in italiano. Marta Ricci sottolinea l'adesione costante, seppur parziale, al sistema americano da parte della Bibliografia nazionale italiana fin dal 1958.
La BNI con questa opera, realizzata oltretutto in tempi brevi, ha dimostrato il suo costante impegno nel promuovere contatti internazionali e la volontà di studiare in permanenza il prezioso strumento di lavoro rappresentato dalla DDC, assumendosi contemporaneamente il gravoso compito di rappresentare un punto di riferimento autorevole per tutti i bibliotecari italiani.

Il successo della presentazione, a cui, fra gli altri, hanno partecipato per la prima volta una ventina di bibliotecari statali in missione, provenienti da tutta Italia, l'importanza delle comunicazioni di Luigi Crocetti e del gruppo di lavoro della BNI, hanno suscitato la proposta di mettere a disposizione dei bibliotecari la documentazione presentata. L'idea, accolta con favore dal gruppo della BNI e dall'AIB, ha preso corpo nella pubblicazione di Dewey da 20 a 21, realizzata dallo stesso gruppo di lavoro della BNI, sulla base dell'esperienza di traduzione e adattamento svolto in questi ultimi anni.
Questo volume rappresenta lo sforzo da parte dell'Associazione e della BNI di continuare il lavoro di diffusione della Classificazione Dewey all'interno delle biblioteche, e la volontà di mantenere un filo diretto con i bibliotecari che si trovano ad applicarla nella loro realtà lavorativa.

Dewey da 20 a 21 propone un'analisi accurata dei cambiamenti presenti nell'ultima edizione della classificazione, in confronto con la precedente. Tratta le principali revisioni, espansioni e dislocazioni della 21, curate da ciascun componente del gruppo. Silvia Alessandri si interessa della parte riguardante le Tavole ausiliarie T3, T4, T6, delle classi 400 e 800 e dell'Indice; Isolina Baldi la classe 100; Laura Crociani la 700; Albarosa Fagiolini la 000; Luciana Franci la 330, Paola Gibbin la 500; Maria Chiara Giunti la 370; Isabella Melozzi la 900; Federica Paradisi le classi 340-399; Stefania Pratesi la 600; Marta Ricci le Tavole ausiliarie T1, T2, T5 e le classi 300-329; Francesca Taccagni la classe 200.
La pubblicazione si riferisce in particolar modo alle traduzioni italiane delle due edizioni, pur mantenendo saldo il rapporto con le soluzioni americane originali. Per questo all'occorrenza sono inserite delle note che spiegano anche le scelte italiane di traduzione dei termini americani dell'intestazione, specialmente laddove si è ritenuto necessario allontanarsi dal modello per essere aderenti alla realtà italiana. Ad esempio nella classe 200, la voce non denominational, che indica le chiese che non rientrano a pieno titolo in un determinato corpo ecclesiale riconosciuto, è stata più liberamente resa con l'espressione non confessionali, piuttosto che letteralmente non denominazionali.
Questo lavoro si rivolge principalmente a chi già in passato aveva usato la Classificazione Dewey, specialmente nell'Edizione 20, ma fornendo interessanti informazioni sulle ragioni che hanno causato i cambiamenti, rappresenta anche una un'utile guida alla comprensione delle scelte organizzative della Classificazione, che hanno permesso la sua stessa longevità.
La pubblicazione offre un quadro completo dei cambiamenti e mette a confronto le due edizioni per quanto riguarda sia le Tavole sia le Tavole ausiliarie e l'Indice relativo.

L'organizzazione dei contributi non rispetta apparentemente l'ordine sequenziale dei quattro volumi della Dewey, preferendo un ordine di tipo concettuale, che tenga conto delle affinità tra alcune classi. Il ricorso a questa pratica è comunque sempre giustificato nell'introduzione. Per questo motivo, inoltre, anche la trattazione di alcune Tavole ausiliarie è direttamente messa in relazione con le Tavole a cui il loro uso prevalentemente si riferisce. In particolare, la struttura della pubblicazione prevede la trattazione in primo luogo delle Tavole ausiliarie T1, T2, T5 e T7, poi delle Tavole da 000 a 400. Le restanti Tavole ausiliarie, T3, T4 e T6, sono trattate, invece, di seguito alla classe 400 Linguaggio (T4, T6) e alla classe 800 Letteratura (T3). Quest'ultima, inoltre, per l'ordine logico della trattazione precede le classi da 500 a 700, per legarsi con la classe 400, per la comunanza tra le discipline del linguaggio e della letteratura, sia concettuale sia di struttura nella classificazione stessa, in quanto per entrambe vale il principio ordinativo secondo la lingua e c'è un forte parallelismo tra i numeri delle due classi. Dopo la classe 700, è presentata quindi la classe 900 e, infine, l'Indice relativo.
Ogni Tavola è presentata singolarmente e preceduta da un'introduzione generale che riassume i cambiamenti e le motivazioni che li hanno determinati. Segue, poi, l'analisi delle singole classi, organizzata prima discorsivamente e poi attraverso i grafici che riassumono tutti i numeri cambiati e li confrontano con l'Edizione 20. La trattazione è abbastanza rapida anche se assicura al lettore le informazioni basilari sul cambiamento in un'ottica di utilizzo reale della pubblicazione nell'ambito della biblioteca e del lavoro di catalogazione.
Per ogni classe, quindi, si enumerano le scelte organizzative cambiate, confrontandole con quelle dell'edizione precedente. Un caso esemplare è la revisione della classe 350, Amministrazione pubblica e scienza militare, in cui si dà conto dei cambiamenti dovuti al generale rovesciamento dell'ordine di citazione, da giurisdizione/soggetto a soggetto/giurisdizione. Così, per esempio, l'Amministrazione regionale italiana in materia di silvicoltura è classificata in DDC21 a 354.552 130 945, dove 354.55 rappresenta il soggetto, Amministrazione pubblica in materia di silvicoltura e 213 riguarda il livello di giurisdizione (Governo regionale), comprensivo dell'apposito indicatore di faccetta, 2. In DDC20, invece, lo stesso soggetto era classificato in 353.938 2338, dove 353.93 rappresentava l'Amministrazione regionale italiana di specifiche materie e, quindi, la giurisdizione, e 823 38 significava Silvicoltura e quindi esprimeva il soggetto.

Il ricorso all'evidenza dei grafici agevola il bibliotecario nell'individuare i punti di maggiore differenza tra le edizioni e aiutarlo a scegliere se intraprendere un'opera di aggiornamento del proprio catalogo classificato o meno. I grafici, per questo motivo, sono stati curati con particolare attenzione: in prevalenza si usano quelli a carattere tabulare, che mettono sullo stesso livello i numeri dell'Edizione 20 e 21, in modo tale da evidenziare i passaggi di significato o le estensioni; il loro scopo è quello di offrire un quadro sinottico dei cambiamenti e perciò si presentano sotto forma di specchietto diviso in due parti che si corrispondono: nella prima, a sinistra, sono scritti i numeri, con relativa vedetta, dell'Edizione 20, nella seconda, a destra, sullo stesso livello gerarchico, le scelte corrispondenti dell'Edizione 21.
Il lettore osservando il grafico da sinistra a destra e prendendo come punto di riferimento il numero della 20, può rendersi conto se i corrispettivi numeri della 21 hanno rispettato i criteri dell'Edizione precedente, o se il loro soggetto è stato spostato, se è stato compreso in un numero più in alto nella gerarchia, o se, invece, è stato trattato con più sfaccettature, creando ulteriori suddivisioni. In quest'ultimo caso ai numeri nuovi nella parte destra del grafico, corrisponde, a sinistra, lo spazio vuoto. Frequente è anche l'uso di alcune rappresentazioni a frecce che spiegano concettualmente le migrazioni di significato specialmente nel caso di una ulteriore specificazione del soggetto dovuto ad un'aumentata garanzia bibliografica, che ha motivato l'uso di un numero maggiore di suddivisioni. Per esempio l'uso di grafici di questo secondo tipo è molto frequente nella trattazione della classe 370 Educazione. Il grafico a frecce è anche utilizzato per evidenziare i soggetti trattati in più di una disciplina, come, per esempio, l'ambiente, che può essere classificato in punti diversi della Dewey. Il grafico in questo caso ha lo scopo di riunire e rendere evidenti tutte le possibili applicazioni riguardanti un soggetto. L'ambiente può essere il soggetto delle discipline: Risorse naturali ed energia a 333.7; Conservazione e tutela a 333.72; Problemi ambientali a 363.7; Ecologia a 577; Storia naturale di specifici tipi di organismo a 579-590; Tutela delle riserve a 639.9; Malattie ambientali a 362.1969 8 (aspetti sociosanitari), a 616.92 (aspetti medici), a 571.95 (aspetti tossicologici).
Sia nella parte discorsiva che in quella grafica i nuovi numeri o i cambiamenti sono evidenziati anche dall'accorgimento tipografico del neretto. In ogni caso, inoltre, i numeri di classe sono sempre seguiti dalle intestazioni per facilitare la comprensione degli ambiti trattati. Le trasformazioni più corpose, inoltre, sono graficamente staccate dalla trattazione più generale e racchiuse in rettangoli che ne accrescano l'evidenza. Un esempio caratteristico è rappresentato da 346.167 Diritto islamico, o dalle dislocazioni dei soggetti tradizionalmente classificati in 350 Amministrazione pubblica e scienza militare. All'interno del rettangolo solitamente si riassumono i fondamentali cambiamenti dell'Edizione 21, riguardanti il soggetto in questione.

Il lavoro comprende anche la spiegazione delle aggiunte e dei cambiamenti nelle note e nelle Tavole di preferenza e addizione che si riferiscono ad alcune classi. Per esempio nella classe 900 Geografia, storia e discipline ausiliarie, si segnala l'aggiunta di una nuova tavola di addizione per le guerre dell'età moderna e contemporanea, oppure nella Tavola ausiliaria T3C -35, dove si dà l'indicazione di preferenza per i documenti che trattano di soggetti plurimi.
Spesso sono inserite anche note di traslitterazione di termini in alfabeti non occidentali. In particolar modo nella classe 290 Religioni comparate e religioni non cristiane, per quanto riguarda i termini dell'ebraismo e dell'islamismo (rispettivamente a 296 e 297).
Infine si danno alcune notizie sull'utilizzo dell'Indice relativo e sulle novità di impianto della DDC 21, riguardanti il carattere maggiormente discorsivo, l'aumento delle spiegazioni e delle note e dei termini presenti nell'Indice relativo, che ha accolto, tra l'altro, un numero più grandi di voci affini e di numeri già costruiti. Tale aumento, volto a rendere la DDC21 uno strumento sempre più facile da usare e versatile per il bibliotecario, ha comportato l'estensione di ben 298 pagine, pari al 42% di incremento rispetto all'Indice della precedente edizione.

Nell'ultima parte della pubblicazione, infine, si riportano alcuni esempi tratti direttamente dalle tavole e fra questi si ricorda in special modo l'organizzazione di quella che probabilmente è l'espansione più significativa dell'Edizione 21, a 004 Elaborazione dati, scienza degli elaboratori Informatica, a 005 Programmazione, programmi, dati degli elaboratori e a 006 Metodi speciali di elaborazione.
La trattazione di queste classi è particolarmente curata e la pubblicazione fornisce anche le linee guida per classificare i documenti su tali soggetti, fornendo esempi concreti, di prodotti informatici attualmente in uso (per esempio un testo su Microsoft Access a 005.756 5 Specifici sistemi di gestione di basi dati relazionali), facilitando la comprensione degli ambiti concettuali delle varie classi.

Alessandra Moroni
Roma