Analisi di comunità: uno strumento per la pianificazione dei servizi


Abstract


L'evoluzione della letteratura biblioteconomica italiana degli ultimi decenni ci ha abituati al concetto di biblioteca centrata sull'utente, alla pratica dell'ascolto dei bisogni dei destinatari del servizio, alla sensibilità nei confronti delle caratteristiche del bacino di utenza al quale la biblioteca si rivolge. All'interno di tale ambito di riflessione si sono sviluppati i primi studi sul management e i primi lavori sulla valutazione dei servizi e della soddisfazione dell'utente.
Eppure l'attenzione all'utenza e la necessità di una sua approfondita conoscenza non sono mai andati troppo al di là delle affermazioni di principio e non hanno ancora trovato in Italia una vera e propria collocazione metodologica all'interno del più complessivo processo di pianificazione delle risorse e dei servizi. Tutto ciò nonostante il fatto che esistano un'ampia letteratura angloamericana su tali argomenti e numerose sollecitazioni in questa direzione.
Una conferma dell'importanza del processo di analisi dell'utenza come momento dell'attività di programmazione viene dalle nuove Guidelines for public libraries dell'IFLA, che riconoscono un ruolo centrale nella programmazione dei servizi di una biblioteca a quella attività che è nota come “analisi di comunità” e che può essere definita come il processo di raccolta sistematica, organizzazione, analisi e sintesi delle informazioni relative ad una particolare comunità.
Come metodologia di ricerca, l'analisi di comunità è utilizzata da diverse discipline e ambiti organizzativi all'interno dell'ampia categoria delle scienze sociali. Tale provenienza disciplinare ha probabilmente favorito il naturale travaso dei relativi contenuti nella biblioteconomia angloamericana, che, come è noto, viene considerata disciplinarmente appartenente appunto alle scienze sociali, e ne ha invece per molto tempo tenuto lontani i bibliotecari italiani.
Lo scopo dell'analisi di comunità consiste nel valutare i bisogni di una comunità e confrontarli con i servizi offerti da una struttura erogante al fine di identificarne i gap, di fornire supporto al processo decisionale e di suggerire indicazioni per soddisfare i bisogni degli utenti/clienti. Nel caso specifico delle biblioteche, il processo si focalizza sui bisogni informativi dell'utenza potenziale.
Oggi, dal momento che i bisogni informativi diventano più complessi e le risorse più numerose e articolate, si devono individuare nuovi approcci per garantire la messa a disposizione di servizi informativi tagliati su misura per gli utenti.
Nella letteratura biblioteconomica italiana il tema dell'utenza e dei suoi bisogni è diventato centrale a partire dagli anni Ottanta. Negli studi prodotti però raramente si dichiara di ispirarsi alla metodologia dell'analisi di comunità.
Oggi si tende però, anche in Italia, a recuperare la centralità di tale metodo di valutazione, che è perciò necessario riscoprire ed analizzare. In particolare, si pone la necessità di rileggere le fonti (non solo biblioteconomiche) e di individuare, sul piano metodologico, una via italiana all'analisi di comunità.
Si ritiene d'altra parte essenziale un'attenta considerazione dei problemi e delle prospettive future di questo strumento, per evitare che, come altre volte è accaduto nel contesto italiano, si seguano delle tendenze o delle mode senza comprenderne il significato profondo e la portata sulla gestione della biblioteca.
Si procederà, perciò, da un lato, ad illustrare i contenuti e la metodologia dell'analisi di comunità, dall'altro, ad interrogarsi su problemi e opportunità legati ad una integrazione di questo nuovo strumento nel percorso valutativo delle biblioteche italiane.



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