Electronic publishing and libraries: planning for the impact and growth to 2003, compiled by David J. Brown. London: Bowker-Saur, 1996. XII, 200 p. (British Library Research). ISBN 1-85739-166-7. £ 25.


Questo libro nasce da un progetto di ricerca commissionato dalla British Library e finalizzato all'elaborazione di dati e previsioni per il periodo 1995-2003 per la definizione delle strategie e delle politiche che l'istituto, in qualità di depositario legale di tutto il materiale pubblicato in Inghilterra, deve mettere in atto in materia di acquisizione di materiale digitale. Electronic publishing and libraries è dunque un vero e proprio studio economico volto ad analizzare gli equilibri e le tendenze in atto, sia sul segmento di mercato delle pubblicazioni elettroniche, sia sul più ampio mercato della scholarly information, ossia delle pubblicazioni e delle riviste scientifiche indirizzate alle istituzioni e alle biblioteche.

Il libro è organizzato in sette sezioni, precedute da un utile executive summary nel quale vengono esaminati i punti salienti in cui l'opera si articola. Dopo una breve illustrazione degli obiettivi e delle metodologie adottate, il lavoro propone un'analisi di dettaglio sulla domanda di materiale informativo e di pubblicazioni espressa dagli utenti finali e dagli intermediari dell'informazione: gli scienziati e le biblioteche. A questa prima parte sulle dinamiche della domanda fanno seguito le sezioni dedicate all'analisi dell'offerta e alle tendenze in atto per ciò che concerne il mondo dei media. L'autore illustra i vari fattori che possono influire sul potenziale sviluppo delle pubblicazioni elettroniche: la proprietà dei diritti di pubblicazione, la diffusione del formato SGML fra gli editori in previsione della trasformazione elettronica futura, e dati sull'industria dell'informazione in generale.

Le dinamiche relative ai due lati del mercato delle pubblicazioni scientifiche vengono poi confrontate nella parte finale del lavoro nel tentativo di trarre qualche indicazione di sintesi. L'operazione non sembra tuttavia poter condurre a grandi risultati (soprattutto perché pochi) e contiene le solite raccomandazioni che altri facciano un monitoraggio più approfondito del settore in modo di permettere la costruzione di solidi modelli quantitativi. L'opera si conclude con un breve esame dei problemi collegati alla questione del deposito legale.

I dati riportati coprono un arco temporale che arriva sino al 1992. Si tratta, specie se si considera la rapidità con cui il settore evolve, di dati non recentissimi. Il fatto non rappresenta tuttavia un problema dal momento che Electronic publishing illustra soprattutto le tendenze di fondo del mercato delle informazioni scientifiche e in particolare quelle delle riviste STM (scientifiche, tecniche, mediche). L'autore rileva una crescente situazione di squilibrio fra una domanda di informazione sostanzialmente stabile e un'offerta di prodotti e di servizi in continua ascesa.

Il primo dei fattori che sembra poter fungere da vincolo allo sviluppo dell'economia dell'informazione va ricondotto alla situazione demografica in atto nei paesi industrializzati che "fanno scienza" e alle conseguenze che essa ha sull'assetto delle infrastrutture dell'istruzione. Le previsioni citate dimostrano qualche difformità (e fanno riferimento sopratutto agli Stati Uniti e al Regno Unito), ma sono tutte dello stesso segno. Il trend demografico relativo ai paesi più sviluppati è in netto calo (nel 2003 la popolazione in età fra i 20-24 anni sarà diminuita del 10% negli USA e del 25% nel Regno Unito). Parallelamente è dall'inizio degli anni Novanta che è possibile rilevare una dinamica stabile del numero dei laureati, se non una sua lenta diminuzione. La curva degli investimenti in research & development è piatta o in discesa, e in questo comparto stanno progressivamente prevalendo elementi di mercato di tipo "privato". Una sostanziale stabilità della domanda (se non una sua riduzione) è soprattutto indotta dalle tendenze rilevabili nei fondi destinati alle biblioteche istituzionali/scientifiche operanti negli USA e nel Regno Unito, che risultano essere o bloccati, oppure in diminuzione (noi bibliotecari possiamo tuttavia confermare che questa sembra essere una tendenza generalizzata).

In contrapposizione a queste tendenze sul lato della domanda, dove oltretutto il numero di abbonamenti per le riviste tradizionali continua a diminuire a una media del 3-5% annuo, l'offerta di informazione scientifica registra un trend costante di sviluppo. Il numero di articoli scientifici prodotti aumenta di anno in anno (da 280.000 articoli pubblicati nel 1973 a quasi 400.000 nel 1987). Simile la tendenza che si manifesta nel comparto dell'editoria scientifica, laddove la presenza del twigging - cioè di creazione di ramificazioni sempre più complesse di nuove discipline (soprattutto biomediche) - e la crescente pressione sugli scienziati a pubblicare per acquisire riconoscimenti accademici hanno determinato sia una crescita del numero delle riviste (il tasso annuo di crescita è pari a circa il 7%, dovuto per circa un terzo ai nuovi titoli in campo biomedico), sia un aumento del prezzo degli abbonamenti cartacei (nel '92 di circa il 20%). Va detto tuttavia che le fonti utilizzate per reperire questi dati sembrano essere piuttosto limitate dal momento che fanno riferimento ad alcuni dati del 1992 (alla Ulrich's directory, ai dati dell'Elsevier e di un altro studio). Forse qualche statistica più precisa e aggiornata poteva essere reperita.

Non cambiano tuttavia solo le quantità domandate e vendute sul mercato delle pubblicazioni. Il settore è infatti in profonda evoluzione per effetto delle nuove tecnologie di produzione. La tecnologia si sviluppa più rapidamente delle capacità tecnologiche ed economiche degli utenti e degli operatori, richiedendo sempre più il supporto di esperti informatici e imponendo agli specialisti di settore (noi bibliotecari) la capacità di acquisire nuove conoscenze di tipo informatico. Analizzando alcune statistiche fornite da Blackwell, l'autore dimostra che la maggioranza dei titoli specialistici è oggi pubblicata da piccoli editori, mentre limitata sembra essere la presenza delle aziende di maggiori dimensioni. Le caratteristiche di chi opera in questo campo non sembrano dunque costituire un fattore di diffusione delle riviste elettroniche. Le difficoltà di affermazione di questo nuovo tipo di prodotto sono poi accentuate dall'esistenza, fra gli scienziati, di una certa resistenza verso le riviste elettroniche (l'autore basa le proprie affermazioni solo sui risultati di due indagini: una svolta in Inghilterra, l'altra in Australia). Al riguardo, va però osservato che rispetto a qualche anno fa queste resistenze sono meno marcate, specie se si considera il grande cambiamento nel mondo della ricerca derivante dalla diffusione massiccia dei servizi Internet. Tuttavia, gli studiosi preferiscono pubblicare in riviste cartacee "di prestigio" e questa situazione non cambierà fino a quando le riviste elettroniche non riusciranno a ottenere adeguati riconoscimenti accademici. Inoltre, sempre in merito alle difficoltà di affermazione delle riviste elettroniche, va ricordato che la conservazione digitale, intesa come futura possibilità di lettura del documento elettronico, è fortemente compromessa dalla rapidità con cui cambiano i software e i sistemi operativi.

Le tendenze in questo comparto sono tuttora in evoluzione, ma comunque più chiare: più riviste cominciano infatti a offrire abbonamenti elettronici, altre rendono disponibili articoli a pagamento completi. È tuttavia indubitabile che negli anni più recenti il mercato dell'informazione scientifica è stato profondamente modificato dal nascere e dall'affermarsi di nuovi operatori e di nuovi prodotti-servizi: i secondary publishers (ossia coloro che offrono servizi di document delivery), i fornitori di servizi CAS-IAS (current awareness, le segnalazioni bibliografiche), i prestiti interbibliotecari con la disponibilità di un numero sempre crescente di OPAC, i providers che offrono accesso elettronico a banche dati e riviste a testo completo.

Ma quale posto ci può essere per nuovi mezzi e nuovi titoli elettronici in un mondo che arranca sotto il peso dell'information overload, dove di fatto l'unica fonte finanziaria - "the unique pot of gold" - costituita dal budget delle biblioteche anziché aumentare tende a diminuire? Le previsioni dell'autore a questo proposito non sono rosee. Se i fondi per le biblioteche non aumenteranno, il mercato delle pubblicazioni sperimenterà una sindrome della "Valley of Death": i diversi media di informazione scientifica, tecnica, medica saranno costretti a una lotta di posizionamento durante la quale il mercato subirà dei cambiamenti drastici e morirà per poi risorgere... Ma quanti saranno i cadaveri a rimanere lungo il percorso?

Janet Clench, Istituto di ricerche di biologia molecolare "P. Angeletti", Pomezia


N.B. Sorry, no English abstract is available.
Copyright AIB 1997-10-27, ultimo aggiornamento 2000-01-20, a cura di Alberto Petrucciani
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