Reti, cataloghi collettivi e consorzi in Spagna: l'esperienza del Consorci de biblioteques universitàries de Catalunya

Luis M. Anglada, Nùria Comellas

Abstract


In questo articolo vengono descritte le esperienze cooperative spagnole maggiormente significative, focalizzando l'attenzione sui cataloghi collettivi esistenti e sui consorzi bibliotecari di recente costituzione e citando inoltre rapidamente anche gli sforzi di coordinamento compiuti a livello nazionale. In particolare, gli autori si soffermano su alcune esperienze condotte in ambito universitario, dove più marcati sono i segni del profondo cambiamento vissuto dal panorama bibliotecario spagnolo negli ultimi quindici anni. L'avvio del processo di rinnovamento intrapreso dalle biblioteche universitarie spagnole viene fatto risalire al 1984, quando l'approvazione della legge di riforma universitaria fornì alle università un grado di autonomia che permise loro di rinnovare il proprio sistema di funzionamento e di intraprendere un processo di modernizzazione delle proprie biblioteche che ha prodotto notevoli risultati, con la costruzione di nuovi edifici, l'automazione delle biblioteche e l'avvio del movimento associativo e cooperativo.

Dopo alcune pagine introduttive dedicate agli antecedenti di tale movimento e a una sintesi delle esperienze cooperative intraprese nel settore delle biblioteche specializzate (Coordinadora de documentación biomédica, DOCUMAT, ABBA, MECANO), vengono presi brevemente in esame, sottolineandone i tratti salienti e gli aspetti in comune, i cataloghi collettivi spagnoli, che possono essere suddivisi in tre grandi gruppi: cataloghi collettivi di biblioteche pubbliche; cataloghi collettivi di biblioteche universitarie; cataloghi collettivi che inventariano il patrimonio bibliografico di un determinato territorio, gruppo in cui si collocano - a livello rispettivamente spagnolo e catalano - il Catálogo colectivo del patrimonio bibliográfico e il Catàleg col·lectiu del patrimoni bibliogràfic de Catalunya. È proprio dalla Catalogna che viene l'esempio più avanzato di cooperazione bibliotecaria, con il Consorci de biblioteques universitàries de Catalunya (CBUC), a cui appunto viene dedicato il cuore dell'articolo, non senza aver prima accennato anche alle altre esperienze cooperative attivate in ambito universitario.

Il CBUC è il consorzio costituito dalle otto università pubbliche catalane e dalla Biblioteca de Catalunya, la cui formazione, nel 1996, fu la risposta spagnola alla tendenza alla creazione di consorzi bibliotecari emersa a livello internazionale soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni Novanta. Dopo aver illustrato la storia del CBUC, viene analizzato il primo importante esito del Consorzio, il Catàleg col·lectiu de les universitats de Catalunya (CCUC), che attualmente raccoglie più di 1.600.000 registrazioni, permettendo l'accesso a più di 3.300.000 documenti fisici localizzati in ben 120 biblioteche. L'accesso a questo straordinario patrimonio bibliografico è facilitato, per gli utenti delle biblioteche appartenenti al CBUC, da un accordo di reciprocità del prestito, e, più in generale, da un notevole potenziamento del prestito interbibliotecario. Fra i molti progetti realizzati dal CCUC (formazione permanente del personale, elaborazione di protocolli per la valutazione dei servizi bibliotecari, ecc.), si segnala la creazione della Biblioteca digital de Catalunya (BDC), una vasta collezione di risorse elettroniche che rappresenta un supporto omogeneo e di carattere interdisciplinare per tutti gli utenti del CBUC. È proprio nell'ambito della BDC che è stato ad esempio attivato un servizio che consente l'accesso a bollettini di indici elettronici di più di 6.500 periodici ricevuti in abbonamento dalle biblioteche aderenti al Consorzio. Oltre a proseguire lo studio relativo alla possibilità di nuove sottoscrizioni di basi di dati e riviste elettroniche per la BDC e oltre a continuare ad ampliare la base dati degli indici delle riviste, il CBUC sta lavorando anche in altre direzioni, con un progetto per la costruzione di una biblioteca di tesi di dottorato catalane in formato elettronico e un secondo che prevede l'indicizzazione cooperativa di risorse elettroniche.




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